Il Teatro di Sant’Anna rinasce con l’omaggio a don Pino Puglisi

BUSTO ARSIZIO – Ieri, venerdì 15 settembre, ricorrevano i 30 anni dal martirio del Beato Pino Puglisi, ucciso con un colpo alla nuca da Salvatore Grigoli nel giorno del 56esimo compleanno del ‘parrinu di Brancaccio’. Era il 15 settembre 1993.

Le luci di Sant’Anna

L’attore Christian Di Domenico nel 2013 approntò un testo teatrale che intreccia il racconto della vita del beato con i propri racconti personali, dal primo ‘campo scuola’ cui la mamma lo mandò, da ragazzo. Da allora il passaparola sull’intensità dello spettacolo lo ha fatto girare letteralmente per tutt’Italia, fino ad arrivare, ieri sera, alla replica numero 672 andata in scena sul palco del Teatro di Sant’Anna.

L’omaggio a don Pino Puglisi

Cinzia Di Pilla, direttrice del centro Eva contro la violenza sulle donne, è sua cugina e i loro ricordi personali si sono intrecciati in un abbraccio finale, sul palco del Teatro Sant’Anna, che andava ben oltre la rappresentazione artistica. «Proprio l’amicizia con Cinzia mi ha permesso di contattare Di Domenico e organizzare nella giornata di ieri – data non banale – due rappresentazioni: una in carcere, la mattina e una la sera, nel rinnovato Teatro S.Anna», spiega don David Maria Riboldi, cappellano del carcere di Busto Arsizio e fondatore della cooperativa La Valle di Ezechiele, che si occupa del reinserimento di detenuti ed ex detenuti in ambito lavorativo.

«Al mattino, presenti una cinquantina di persone detenute, l’attore era alla prova di un pubblico mai facile da conquistare. Il silenzio, il raccoglimento, le domande finali e il lungo applauso hanno ratificato un successo non scontato – prosegue don David – Certo, al momento in cui l’attore interpretava Grigoli c’era la battitura delle inferriate – il controllo dell’integrità delle sbarre alle finestre: un contorno acustico dentro un dialogo ‘tra delinquenti’ molto forte. 

Alla vicesindaco Maffioli il biglietto numero 1

Alla sera, alla presenza del Vice Sindaco di Busto Arsizio Manuela Maffioli, si è inaugurata una nuova vita del Teatro Sant’Anna, ridotto, gli ultimi anni a mero servizio di affitto sala per altri, senza una propria programmazione teatrale. «Un regalo che non ha prezzo – le parole della vicesindaco – l’ho ricevuto con commozione, perché so quanto i teatri hanno sofferto in questi anni, ma ancora di più i cosiddetti “piccoli” teatri. La ripresa del Teatro Sant’Anna è una felicissima notizia, per tutta la Città».

La ripartenza

«Il rinnovato tendaggio a norma di sicurezza, i necessari e “cavillosi” adeguamenti alle attuali normative, l’apertura di un regime fiscale ad hoc, la biglietteria (che ieri sera si è intimidita e dovremo aspettare il prossimo spettacolo per vederla in funzione): tutte attività realizzate a tempo record dal nuovo gruppo parrocchiale dedicato – racconta il cappellano – al Vicesindaco abbiamo staccato il biglietto Numero 1: a dire che il Teatro si mette a servizio dell’intera città di Busto Arsizio. Lei ha voluto ringraziare i volontari della Parrocchia Sant’Anna che, da me coinvolti, ci hanno creduto, dando vita a una stagione che a breve presenteremo e che ieri sera ha avuto il suo “battesimo”. Presente anche il sostituto Procuratore della Repubblica Carlo Alberto La Fiandra, che ha voluto presenziare all’evento, memoria perenne di una lotta alla legalità, con le ‘armi’ della preghiera e dell’educazione. La sala piena… ha fatto il resto!».

Buona la prima

«Per me è stata tutta una giornata dedicata alla memoria di un santo cui sono molto legato: il 19 settembre 93 infatti entravo in seminario, in prima media: solo 4 giorni dopo il martirio di Padre Pino – prosegue don David condividendo un’emozione – Un ricordo che ho integrato da grande, ma a cui tengo molto: ho portato i ragazzi dell’oratorio di Lainate come i ragazzi di Cernusco sul Naviglio; ho celebrato la messa sull’altare di San Gaetano, a Brancaccio – l’altare di don Pino. Ho cantato con loro, sull’uscio di casa sua, dove venne ammazzato, la canzone: “Pensa, prima di sparare, pensa… che puoi decidere tu” (di Fabrizio Moro). Sono lieto che la partenza del Teatro Sant’Anna sia avvenuta con questo spettacolo, già indice di una caratterizzazione che vogliamo dare alla nostra proposta teatrale con spettacoli di grande intensità spirituale, capaci di parlare al cuore, di commuovere, di invitare al bene. Come ieri sera. Direi… buona la prima».

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