E’ possibile cominciare un articolo con un boh? I caporedattori di una volta avrebbero fatto correre l’autore di un simile incipit giù per le scale, ma siccome oggi le regole sono del tutto relative, persino nella scrittura, esprimiamo il nostro boh per commentare, anzi, per evitare di commentare il braccio alzato di Elon Musk, che tanto fa discutere e litigare i politici di casa nostra.
Voleva o no il plumiliardario amicone e ora ministro di Donald Trump salutare romanamente? Se l’avesse voluto non sarebbe neanche una sorpresa rispetto alla narrazione (che brutto modo di dire) delle anticipazioni e delle decisioni già prese dal presidente bis degli Stati Uniti. Al massimo soltanto una conferma in aggiunta a tutto il resto, dato che non è, né sarà, il braccio teso di Musk a rivelare le intenzioni di The Donald. Il quale ne ha già dette di ogni e ne sta già facendo di cotte e di crude. Che necessità ci sarebbe di salutare come salutavano le camicie nere di Mussolini? Il Babau in Chief, come lo definisce con efficacia Massimo Gramellini, non ha bisogno di manifestazioni plastiche per inviarci messaggi: gli basta la parola.
Parla e spesso straparla. Di sicuro non ci lascia tranquilli per il futuro. Per questo, da buoni italiani pronti a saltare sul carro del vincitore, ha fatto bene Giorgia Meloni a presenziare all’ incoronazione del re (erre minuscola), in terza o quarta fila rispetto al folto gruppo dei fortunati, dei potenti, dei parenti e dei ricconi invitati alla cerimonia, però lesta ad applaudire alla pronuncia delle frasi più memorabili (e anche più inquietanti) durante il discorso d’investitura: non si sa mai.
E come contestare il post che Paola Magugliani, ex assessore a Busto Arsizio, pensieri rivolti a destra, ha fatto girare su Facebook? Joe Biden, Barack Obama, Hillary Clinton, Kamala Harris e alcuni altri, tutti col braccio alzato. Emulavano la folla osannante sotto il balcone di piazza Venezia? Ma no, salutavano. Semplicemente salutavano, senza che nessuno gridasse allo scandalo. Quindi? domanda Magugliani, irridendo con un banale punto interrogativo i profeti di sventura che berciano dal lato di sinistra. Sfibrati di fronte all’innegabile successo dell’autocrate americano, così da guardare il dito e non la luna. Tramortiti al punto da non poter al momento usare anch’essi le braccia, portando la mano sinistra velocemente verso l’avambraccio destro, o viceversa, per salutare a loro volta, nell’uso nazionalpopolare, il re biondo e i suoi cortigiani. Che beffa!
