GALLARATE – Si chiama Try, è un labrador e salva vite. Ed è la dimostrazione che i cani hanno un ruolo fondamentale nelle operazioni di soccorso durante le emergenze. Una cucciola di tre anni, in questo caso, che quando non è nella sua casa di Gallarate insieme alla padrona Claudia Checchi – del nucleo volontari Ansmi (associazione sanità militare italiana) di Protezione civile – si precipita nei luoghi interessati da un crollo alla ricerca di persone bloccate fra i resti degli edifici a pezzi. Lo conferma il certificato Enci che hanno ricevuto lo scorso sabato, 18 settembre, dopo aver superato l’esame finale al campo macerie di Franciacorta, in provincia di Brescia.

Tra le macerie e in superficie
L’emergenza Covid è stato solo l’ultimo tassello che ha confermato quanto sia importante avere volontari pronti a dare una mano in caso di necessità. Che possono però contare sui cani e il loro fiuto, un contributo indispensabile per interventi di salvataggio in caso di terremoti e ricerche in superficie. Un esempio è rappresentato non solo da Try, anche Cody – il cane di Sergio Ausilio, compagno di Claudia e istruttore della sezione – è addestrato per eventuali soccorsi. Si tratta di un meticcio di otto anni, operativo per le azioni di ricerca di persone disperse in superficie, come nei boschi.

L’addestramento
Come detto, entrambi operano come Protezione civile per Ansmi, che ha sede in Piemonte con un distaccamento a Gallarate. «È stato un anno difficile, l’ultimo», spiega Checchi. «A causa del Covid le attività di addestramento sono state interrotte e Try rischiava di perdere l’imprinting che è proprio dei primi anni di vita: fortunatamente siamo riusciti a raggiungere questo risultato ed è importante».

Un percorso non semplice, per la cucciola di labrador, che ha dovuto fare esperienze in diverse zone d’Italia, per «garantire la possibilità al cane di guadagnare più competenze possibili, in luoghi differenti tra loro». Il primo fine settimana di settembre, infatti, si sono spostati a L’Aquila, che è «una zona rossa, dove ci sono ancora le macerie del terremoto del 2009». E aggiunge: «Insieme al gruppo abbiamo fatto varie esercitazioni tra gli edifici diroccati che purtroppo sono tuttora presenti in città».

Un esame che vale una vita
Alla fine, però, i risultati sono arrivati. «Dopo l’addestramento, abbiamo fatto l’esame per prendere il brevetto, che è riconosciuto dal prefetto». Questo vuol dire che «in caso di necessità, siamo operativi per intervenire sul posto». Il test finale, che è durato due giorni, ha visto 16 cani impegnati nella ricerca di persone che si erano nascoste nei cunicoli sotterranei. Ma solo cinque sono riusciti a superarlo. «Try – prosegue Checchi – ha sentito l’odore di chi stava cercando attraverso un piccolo foro e abbaiando l’ha segnalato». A fare da giudice Enci era Giovanni Martinelli. In questo caso, si trattava “solo” di un esame, ma il risultato finale non è unicamente un certificato di carta: è la certezza che in un momento di emergenza, si potrà contare sul fiuto di un segugio addestrato. E questo vale una vita.
Varese, tornano i corsi di Ats Insubria per il patentino per proprietari di cani
