TURBIGO – Anziano morto dopo la fuga dalla Rsa Sant’Edoardo di Turbigo, condannate a otto mesi la coordinatrice della struttura e la coordinatrice infermieristica all’epoca del fatto. L’ex direttore sanitario aveva già patteggiato. La sentenza pronunciata oggi, martedì 5 marzo, dal tribunale di Busto Arsizio accoglie in toto sia l’impianto accusatorio che le richieste del pubblico ministero Nadia Calcaterra, che ha coordinato le indagini, compresa quella di inviare gli atti in procura per falsa testimonianza nei confronti di uno dei testi a discarico chiamato dalle difesa delle due imputate.
Morto per ipotermia
Angelo Puricelli, 93 anni, paziente della struttura turbighese, nella notte del 23 novembre 2019 aveva lasciato la propria camera uscendo in giardino senza che nessuno se ne rendesse conto. E in giardino è stato trovato il mattino dopo, privo di conoscenza, in gravissimo stato di ipotermia. Il 93enne morirà poco dopo il ricovero in ospedale. L’autopsia aveva fugato ogni dubbio, l’anziano era morto a causa del freddo. Le indagini erano partite subito dopo la denuncia presentata dai famigliari di Puricelli.
Nessuna misura adeguata
Il sostituto procuratore Calcaterra aveva coordinato tutti gli accertamenti del caso con la determinazione dovuta al voler chiarire le ragioni della scomparsa di un soggetto fragile. Dai quali era emerso come i famigliari, che assistiti dall’avvocato Amanda Gugliotta si sono costituiti parte civile, del 93enne avessero avvertito la struttura delle “deambulazioni notturne” (wandering) di cui soffriva l’anziano raccomandandosi di mettere in campo tutte le misure necessarie per contenerlo e sorvegliarlo.
Condanne per omicidio colposo
Secondo l’accusa niente di tutto questo è stato fatto: non erano state prese misure contenitive, non era stata organizzata una sorveglianza maggiorata, non erano stati predisposti adeguati sistemi di sicurezza alle porte. Questo nonostante anche nelle notti precedenti a quella fatale il 93enne avesse già cercato di uscire in giardino. In sintesi per colpa, negligenza, imprudenza e imperizia, non erano state adottate tutte le misure necessarie a sorvegliare l’anziano controllandone la patologia. Il Pm aveva chiuso le indagini e chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. Oggi sono arrivate le condanne in primo grado.
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