VARESE – In città si sente parlare da qualche anno del vertiporto come di un’opportunità per lo sviluppo futuro della mobilità. Una visione, un’idea per il momento, senza ancora prospettive certe in merito alle tempistiche. Ma potrebbe rappresentare per la città e per l’Italia intera un modo per competere con i paesi più avanzati al mondo. E per portare un nuovo turismo a Varese, in un’ottica di sostenibilità nel rispetto del territorio. Di tutto questo ha parlato il progettista Giancarlo Zema (qui sotto l’intervista integrale), nel corso dell’incontro sulla urban mobility del futuro organizzato questo pomeriggio, giovedì 29 gennaio, al Salone Estense.
Per primi in Italia
Un talk dedicato alle infrastrutture smart per un futuro sostenibile, promosso da Adi Lombardia. Tra gli interventi, dopo i saluti istituzionali con il sindaco Galimberti, il presidente della Regione Fontana, il presidente della Provincia Magrini e il presidente della Camera di Commercio Vitiello, anche quello di Zema, che ha illustrato l’idea per il Vertiporto di Varese, per il quale c’è già un progetto e un’area indicata, presso la stazione Fs. «Il mondo ne parla e sono più avanti nei paesi asiatici, nel Middle East e negli Usa – ha detto – dobbiamo lavorare anche in Italia su questo. Varese ha come plus il suo paesaggio con i laghi: è l’opportunità per sperimentare e lanciare per primi questa mobilità aerea sostenibile, non tanto per un mero servizio taxi quanto per rilanciare il turismo aereo alla scoperta del territorio».

Droni da 2 a 4 posti
L’idea è quella di voli per trasporto persone con droni elettrici da 2 a 4 posti. «Non immaginiamoci un traffico aereo: potremo stare tranquilli – dice il progettista – l’accettazione sociale dovrà essere sicuramente preservata e sviluppata sui temi del cercare di scoprire il territorio con questa nuova tecnologia che è del tutto non inquinante e più silenziosa. Sicuramente si possono definire delle traiettorie, dei corridoi aerei prestabiliti per non disturbare fauna e flora locale, cioè cercare di creare piccoli voli, poche linee ma di estremo prestigio. Questo ci metterebbe a cospetto del mondo, ai primi della classe».
Non meno di 5 anni
Le tempistiche per passare dall’idea alla realizzazione non saranno immediate. «Stiamo sviluppando il progetto ormai a livello di approvazioni – spiega Zema – quindi stiamo cercando di ottenere tutti i vari permessi necessari, un dialogo continuo con la Soprintendenza, con il sindaco, con le amministrazioni locali. Ovviamente ci vorrà del tempo perché in Europa ancora non si può volare, non prima di 5 anni: queste sono le proiezioni». Chi deciderà sui cieli sono enti come Enac, Enav e Asa, «Però è fondamentale per le attività locali già immaginare questa infrastruttura in determinati luoghi e permettere anche ai fruitori di immaginare quello che sarà un futuro sempre più vicino». È dunque importante già prepararsi ed essere pronti: e si cerca supporto anche nel tessuto economico. Al momento non esistono costruttori italiani: potrebbe essere la nuova grande sfida per la provincia con le ali che tanto ha dato all’industria aeronautica.
Varese, la mobilità del futuro è il vertiporto. Ecco il video del progetto
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