VARESE – Con il grande caldo che assedia da giorni città e campagne (ancora oggi, giovedì 24 agosto, e domani sono previste temperature anche oltre i 36 gradi nel Varesotto) a soffrire sono anche gli animali come le mucche che, per lo stress da afa, stanno producendo fino al 15% di latte in meno, nonostante doccette e ventilatori accesi per rinfrescare le stalle e superare la lunga estate torrida 2023. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti in riferimento all’ondata di calore sull’Italia con temperature fino a 40 gradi percepiti che rappresentano una dura prova per le persone ma anche per gli animali. Per le mucche – sottolinea Coldiretti Varese – il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte.
Ventilatori, doccette refrigeranti e abbeveratoi a pieno ritmo
Per questo – rileva la Coldiretti – sono scattate le contromisure anti-afa nelle stalle dove gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo perché ogni singolo animale è arrivato a bere, con le alte temperature di questi giorni, fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi meno caldi. «Anche nelle stalle in provincia di Varese sono entrati in funzione ventilatori e doccette refrigeranti per sopportare meglio la calura e i pasti vengono dati un po’ per volta, per aiutare le mucche a nutrirsi al meglio senza appesantirsi», ha precisato Pietro Luca Colombo, presidente di Coldiretti Varese. «Al calo delle produzioni di latte, per aiutare gli animali a resistere all’assedio del caldo, si aggiungono dunque i maggiori consumi di energia ed acqua».
Il 2023 nella top ten degli anni più caldi
La situazione è drammatica in un 2023 che – ha spiegato Coldiretti Varese – si classifica fino a ora in Italia nella top ten degli anni più caldi di sempre con una temperatura superiore di 0,67 gradi alla media storica che conquista il terzo posto tra le più alte mai registrate nel periodo dal 1800, quando sono iniziate le rilevazioni, secondo l’analisi della Coldiretti sui dati Isac Cnr nei primi sette mesi del 2023.
Dalla quale si evidenzia, peraltro, che per il Nord Italia si è trattato del secondo anno più caldo, con l’anomalia del periodo che è stata di ben +0,86 gradi superiore la media. Si conferma ancora la tendenza al surriscaldamento in Italia dove la classifica degli anni più roventi negli ultimi due secoli si concentra nell’ultimo decennio e comprende, nell’ordine, il 2022, il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2020.
