VARESE – Uno scoperto che supera il 43%, Pm che lavorano sino allo sfinimento per seguire l’enorme mole dei fascicoli giudiziari, e personale amministrativo sottorganico di quasi il 50%. E’ la fotografia impietosa della giustizia varesina e il grido d’allarme, già lanciato dal procuratore capo di Varese Antonio Gustapane, oggi, martedì 3 dicembre, è stato amplificato da Massimo Battaglia, segretario generale di Confsal Unsa, il sindacato di categoria più rappresentativo a livello nazionale, presente all’assemblea del personale tenutasi nell’aula bunker del palagiustizia di piazza Cacciatori delle Alpi.
Siamo oltre l’emergenza
E’ un fronte compatto quello che cerca di far fronte ad un problema che è ormai approdato nell’emergenza piena senza che, ad oggi, il ministero abbia dato delle risposte. Il procuratore Gustapane questa mattina, prima dell’inizio dell’assemblea, ha ricevuto le rappresentanze sindacali, Battaglia in primis, per fare il punto sulla situazione. «Situazione che possiamo definire allarmante senza timore di smentita – spiega Battaglia – A Varese tocchiamo il 43% di scoperto in organico con il personale costretto ad affrontare una mole di lavoro insostenibile e i vertici costretti a percorrere strade diverse, in procura, ad esempio, ci si avvale dell’aiuto di volontari appartenenti all’Associazione Nazionale Carabinieri. Una presenza, quella dei volontari, assolutamente meritoria che, però, per ovvie ragioni non può essere considerata una soluzione».
Volontari in servizio
Domani, mercoledì 4 dicembre, il procuratore Gustapane incontrerà Roberto Leonardi, presidente dell’Anc Varese, insieme ad una rappresentanza dei sette nuovi volontari che entreranno in servizio in piazza Cacciatori delle Alpi. In tutto saranno quindi 13 i membri dell’Associazione Nazionale Carabinieri operativi al palgiustizia della Città Giardino.
Basta silenzi dal ministero
«Gli uffici giudiziari di Varese devono poter contare su un organico adeguato. La situazione varesina purtroppo non si discosta da quella che registriamo in tutta la Lombardia, il problema deve essere affrontato su base regionale. Per questo mi farò portatore delle istanze raccolte oggi sui tavoli ministeriali. Il Governo, il ministro della Giustizia, devono intervenire. Basta silenzi».
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