Varese, centrodestra spaccato sul canile. Lega sibillina: «C’è chi scodinzola»

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Il segretario della Lega Varese Bordonaro

VARESE – «Saremo i cani da guardia del Canile ai Duni». Sembra una battuta, invece è la conclusione della nota stampa della Lega Varese, firmata da Marco Bordonaro su un tema che, numeri alla mano, ha spaccato – non senza dolori e mal di pancia – il centrodestra a Palazzo Estense.

Il voto che brucia e tutti camminano sulle uova

Su quanto accaduto ha già scritto su Malpensa 24 Lorenzo Crespi, raccontando lo scossone avvenuto nella seduta di ieri, martedì 30 settembre. Movimento tellurico che ha lasciato strascichi. Tanto che la chiusura del comunicato stampa del segretario cittadino Bordonaro è molto sibillina. «Noi, per rimanere in tema, continueremo a fare i cani da guardia dei cittadini, con buona pace di chi invece preferisce scodinzolare», scrive il leghista, lasciando intendere che, a “scodinzolare” con un voto a favore, e ben differente da quello leghista e dei Fratelli, sono stati i forzisti.

Certo, Bordonaro non fa nomi (sarebbe chiedere troppo in un momento in cui nel centrodestra tutti sembrano camminare sulle uova: basta un passo falso, per fare la frittata). Ma è chiaro che il voto a favore di Forza Italia brucia nel centrodestra varesino. D’altronde il clima elettorale non è ancora rovente, ma fa già sentire elevate temperature (si veda ad esempio come è stata raffreddata, o meglio congelata – nessuno ne ha più parlato – la disponibilità alla candidatura di Luca Marsico).

La nota di Bordonaro sul nuovo canile

“La gattina frettolosa fece i gattini ciechi”. Mai proverbio fu più azzeccato, visti gli esiti dell’affrettata votazione di ieri sul nuovo canile e gattile di Varese, una scena tragicomica con allucinazioni fantozziane: i consiglieri del Partito Democratico contro il WWF, il sindaco che vaneggia parlando di cantieri che hanno cambiato il volto della città come se Varese fosse Dubai, un consigliere teoricamente molto ambientalista parlava fumosamente di un magico “parco canile” esistente solo nelle sue fantasie e via di questo passo.

Il dibattito sul canile non è affatto esaurito: manca la necessaria condivisione democratica con i consiglieri, con i cittadini, soprattutto con chi in quell’area ci vive ma anche coi volontari del canile e del gattile. Posizionare un canile in un corridoio ecologico e in un’area di pregio naturalistico, per l’amministrazione comunale, è evidentemente considerato positivo, così come è considerato positivo consumare suolo verde. Ambientalisti finti: se una giunta di centrodestra avesse preso una decisione simile, sarebbero andati in piazza a fare i girotondi e sarebbero saliti sugli alberi. Ma se lo fa la sinistra, tout va bien, madama la marchesa!

Come al solito, Varese è ostaggio degli “yes men” della sinistra, che mai esprimono un tentennamento o un dubbio di fronte all’operato della giunta. I risultati di una maggioranza così compatta? Davvero pochi. Non capiamo il perché di tutta questa fretta di iniziare i lavori per il nuovo canile, dopo nove anni di immobilismo del Comune, coi poveri cani che finivano sott’acqua ad ogni piovuta abbondante e le nostre puntuali proteste ogni volta. Nove anni di immobilismo sbloccati solo grazie alla Regione Lombardia a trazione leghista, che ha messo con le spalle al muro il Comune grazie a un ingente cofinanziamento.

Trenta o quaranta giorni in più non avrebbero cambiato nulla, avrebbero però sancito che edificare in quell’area è errato e certamente vi sono alternative ben più valide. Ma, forse, l’amministrazione comunale ha solo fretta di avere un nastro da tagliare nella prossima campagna elettorale: d’altra parte, finora, a memoria, hanno inaugurato solo una rotonda e qualche supermercato.

Noi, per rimanere in tema, continueremo a fare i cani da guardia dei cittadini, con buona pace di chi invece preferisce scodinzolare.

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