Varese, Galimberti: «I sindaci adottino i divieti orari al gioco d’azzardo»

VARESE – I divieti orari sul gioco d’azzardo in alcune fasce delle giornata ha già sortito alcuni effetti. Il primo è quello della “migrazione” di chi vuol sfidare la sorte perdendo soldi in altri Comuni. «Ma questo fenomeno, che mi è stato segnalato, non può essere la soluzione – dice il sindaco Davide Galimberti che ha firmato l’ordinanza qualche giorno fa – Semmai è il segnale che anche negli altri Comuni si debba introdurre la medesima misura».

Dopo la firma del documento che riduce gli orari di gioco in città nel corso delle ventiquattro ore, non sono mancate le voci critiche sulla decisione. C’è, infatti, chi sostiene che la misura sia poco utile. «Questo lo vedremo – interviene il sindaco – La reazione che invece c’è stata da parte di alcune categorie mi fa dire che l’ordinanza potrebbe avere un effetto concreto. Certo ora occorre che anche altri sindaci firmino la medesima ordinanza. Sul gioco d’azzardo, che ha una pesante conseguenza sociale e sanitaria occorre un’azione di rete».

La rete a sostegno dell’ordinanza

Una rete (istituzioni, enti socio-sanitari e forze dell’ordine) che ha sottoscritto la misura firmando di fatto un patto con la città di Varese. Al momento della firma, a Palazzo Estense, infatti c’erano, oltre al sindaco e all’assessore ai Servizi sociali Roberto Molinari, anche Ats Insubria, la guardia di finanza con il comandante provinciale Crescenzo Sciaraffa e alcune realtà che operano nel sociale nell’ambito delle dipendenze.

«Limitare e regolare, non proibire, la possibilità di accesso al gioco, insieme a tutta una serie di interventi e progetti concreti sugli effetti dell’azzardo, può davvero ridurre anche questa problematica. Ora per capire fino in fondo l’efficacia occorre attendere la fine della sperimentazione e avere i primi numeri».

I dati economici su Varese città

Al momento, infatti, c’è solo una certezza: che la dipendenza dal gioco d’azzardo sta registrando numeri in crescita. Lo dicono i dati sul volume d’affari. Basti pensare che solo a Varese città, nel 2019 le giocate effettuate sono pari a 127 milioni di euro. La parte del leone la fanno le sale Vlt con 41 milioni di euro e le slot con 33 milioni. Seguiti da lotterie istantanee 33 milioni, Lotto 10 milioni, Ippica 3 milioni. E sono dati pre Covid. E la conferma di una crescita preoccupante arriva anche dai vertici di Ats Insubria.

«A chi è scettico – conclude il sindaco Galimberti – dico che i divieti orari non bastano. Sulla dipendenza da gioco d’azzardo serve un lavoro di rete, che c’è ed è operativa, con Ats, guardia di finanza, che controlla il rispetto della norme e vigila anche su altri possibili fenomeni che si potrebbero nascondere tra le pieghe di questo settore. Oltre alle realtà sociali. Ognuno deve mettere in campo le proprie competenze a tutela dei soggetti a rischio, ma soprattutto delle persone più fragili, ovvero gli anziani e i nostri ragazzi minorenni».

Ludopatia, il male dei nostri tempi

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