VARESE – Partono sul territorio i patti digitali di comunità, che puntano a gestire in modo condiviso l’accesso dei minori alle tecnologie. Obiettivo principale ridurre l’uso dello smartphone e renderlo più consapevole. L’iniziativa prenderà il via in tre Comuni: Malnate, Venegono Superiore e Venegono Inferiore. La sottoscrizione è avvenuta stamattina, mercoledì 11 febbraio, a Villa Recalcati.
Si parte
Ad illustrare l’iniziativa è stato il prefetto Salvatore Pasquariello (nel video qui sotto l’intervista). «Ai ragazzi servono delle regole, sono essi stessi che le chiedono», ha detto. I patti digitali sono stati sottoscritti anche da Provincia, Camera di Commercio, Ufficio scolastico territoriale, Università Insubria e Università Liuc. «Il nostro Comune è partito un anno e mezzo fa con il percorso per strutturare questi patti di comunità», ha detto la sindaca di Malnate Nadia Cannito. «Non è uno strumento contro l’uso degli strumenti digitali. L’idea è che se siamo tutti insieme sarà più facile per tutti», ha aggiunto il sindaco di Venegono Inferiore Mattia Premazzi. «Ringraziamo il prefetto perché è un momento epocale», ha sottolineato Walter Fabiano Lorenzin, sindaco di Venegono Superiore.
Contro il disagio giovanile
La sottoscrizione dei patti digitali di comunità è avvenuta in occasione dell’incontro della conferenza provinciale permanente convocata dalla Prefettura. Presenti i rappresentanti di istituzioni locali, enti pubblici, organizzazioni sindacali e forze dell’ordine. Al centro dell’incontro le azioni messe in atto e quelle da avviare per contrastare fenomeni in crescita come bullismo, cyberbullismo e dipendenze. Sul tavolo le iniziative di Ats Insubria legate alla nuova legge regionale n. 2/2025. Grazie allo stanziamento di nuovi fondi regionali il piano di azione territoriale sarà rimodulato per offrire risposte più incisive contro il disagio giovanile emergente. Al vaglio della conferenza anche le proposte in vista del rinnovo del protocollo d’intesa sottoscritto nel giugno 2023, puntando a consolidare le buone prassi già esistenti.
Collaborazione con Enaip
Tra gli argomenti all’ordine del giorno anche una proposta di collaborazione con Enaip Lombardia per l’anno formativo 2026, volta a integrare percorsi educativi e professionali nelle strategie di prevenzione. Quindi uno spazio specifico alle iniziative da intraprendere a seguito dei tragici eventi avvenuti a Capodanno a Crans Montana, episodio che ha scosso profondamente la comunità e che impone una riflessione collettiva sulle forme di svago e sui rischi legati alle trasferte giovanili. La prevenzione dunque non è un atto isolato, ma un impegno corale: questo il messaggio emerso dall’incontro. Con cui le istituzioni hanno ribadito la volontà di non lasciare soli i giovani e le loro famiglie di fronte alle sfide sempre più complesse delle dipendenze e del bullismo.
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