VARESE – Processo Aspem Reti, chiesta l’assoluzione per Ciro Calemme e i due coimputati. L’avvocato Alberto Zanzi, difensore di Calemme, non solo ha contestato la qualificazione tecnico giuridica del capo di imputazione contestato al suo assistito ma ha parlato di «una vera e propria macchinazione politica. Una macchinazione che abbiamo documentato punto per punto. Telefonate intercettate, atti, testimonianze: è tutto qui» nei suoi confronti.
La difesa
Lunga la discussione dell’avvocato Zanzi, che ha parlato per quasi due ore entrando nel merito dei capi di imputazione costati a Calemme una richiesta di condanna a 4 anni e 6 mesi da parte del pubblico ministero Lorenzo Dalla Palma e concludendo con una richiesta di assoluzione, perché a parere del difensore Ciro Calemme non ha commesso alcun reato. Quindi la richiesta di assoluzione è con la formula più ampia.
Fu il nuovo amministratore unico di Aspem, Alfonso Minonzio, a sollevare dubbi sulla precedente gestione con una relazione vergata poco dopo la sua nomina.
Documenti che secondo l’avvocato Zanzi, che lo ha ribadito in aula «erano stati messi insieme esclusivamente per colpire una parte politica precisa», cioè una delle componenti dell’amministrazione Fontana, in quota centro destra (centro destra che perse alle amministrative) di cui Calemme era esponente di rilievo sia in Forza Italia che in Agorà. «Documenti finiti in servizi televisivi», ha aggiunto Zanzi riferendosi a Rete55.
Il collegio presieduto da Andrea Crema ha aggiornato l’udienza al 15 maggio per eventuali repliche.
Le imputazioni
Per Calemme – principale imputato, secondo l’accusa, nel processo su presunte irregolarità nella gestione del Lido della Schiranna nel periodo compreso tra il 2014 e il 2016 – il Pm aveva chiesto l’assoluzione dai due capi d’imputazione per abuso d’ufficio, in quanto reato depenalizzato, e il non doversi procedere per un terzo capo d’imputazione, in quanto prescritto. L’accusa aveva invece chiesto una condanna a 4 anni e 6 mesi per i due episodi di presunto peculato considerati in concorso tra loro. Lo stesso Pm Dalla Palma aveva poi chiesto una condanna a 2 anni e 8 mesi per l’imprenditore Matteo Sciretta e l’assoluzione per Giacomo Battiston, direttore dei lavori.
Varese, processo Aspem Reti: chiesti 4 anni e 6 mesi per Calemme
