VARESE – «Noi ti veniamo a prendere, io vado a vedere dove arbitri e ti aspetto fuori, così ti ammazzo». Scavalcati i toni da film contro gli arbitri, qui si è passati alle minacce vere e proprie. Non uno sketch alla Lino Banfi, ma un processo che vede davanti al giudice di pace del tribunale di Varese un allenatore e due giocatori che al termine della partita disputatasi a Varano Borghi tra le squadre di pallacanestro Vergiate Vikings e Lavena Ponte Tresa, il 20 marzo dell’anno scorso, hanno pensato bene di circondare l’auto dell’arbitro che aveva diretto il match. Minacciandolo di morte. Tutti e tre i coinvolti appartengono alla società di Lavena Ponte Tresa. I vergiatesi, per contro, hanno cercato di calmare gli animi accesisi già in campo e nulla hanno a che vedere con l’accaduto.
Minacce dentro e fuori dal campo
La Cavalleria Rusticana culminata nel parcheggio del palazzetto era già incominciata in campo. Tanto che il direttore di gara aveva sospeso il match a causa di scorrettezze, irregolarità e intimidazioni nei propri confronti. Dopo l’uscita dagli spogliatoi l’epilogo inaspettato quanto violento con le minacce di morte da parte di allenatore e giocatori.
In cerca di un accordo
A quel punto è scattata la denuncia da parte dell’arbitro che, tra l’altro, è anche un avvocato. Si è ora alla ricerca di un accordo stragiudiziale per evitare il processo ed eventuali condanne. Si torna davanti al giudice il prossimo 19 novembre.
