VARESE – «Ho provato un profondo dolore quando ho capito chi era. Un ragazzo normale impegnato nel costruirsi il suo futuro professionale». Sara Campiglio, la docente di Enaip Varese accoltellata da uno studente all’epoca minorenne lo scorso 5 febbraio poco dopo l’inizio delle lezioni, è intervenuta nella trasmissione condotta da Bruno Vespa “5 minuti” in onda su Rai1.
L’aggressione
L’insegnante ha affrontato il tema della violenza nelle scuole insieme al ministro all’Istruzione Giuseppe Valditara partendo proprio dal suo ferimento al quale ha fatto seguito l’arresto del giovane che a gennaio affronterà il processo per tentato omicidio davanti al tribunale per i minorenni di Milano. Da subito Campiglio, che è docente storica e molto stimata di Enaip Varese, ha pensato al bene dello studente.
L’incontro con Mattarella
Quello della docente è stato un intervento ragionato, un intervento da vera educatrice maturato dopo un’esperienza traumatica che Campiglio ha scelto di affrontare nel solco della vicinanza nell’educazione. La sua posizione era del resto già apparsa chiara quando, Campiglio ha aperto, pochi giorni fa, la festa per gli ottant’anni delle Acli a Roma, commovendo il pubblico presente, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Vincono accoglienza e autorevolezza
«A febbraio mi sono trovata davanti ad un bivio – ha detto l’insegnante – Da un lato lasciar vincere la smentita sulle mie convinzioni, assumere una postura difensiva, e riempiere gli spazi di relazione con pregiudizio e colori scuri. Dall’altro, continuare a scegliere di credere ancora a quello in cui ho sempre creduto. 35 anni al fianco dei ragazzi mi hanno dato prova del fatto che il clima vincente in un contesto formativo non sia mai quello punitivo e freddo dell’autoritarietà, ma quello accogliente e caldo dell’autorevolezza».
Campiglio da Vespa ha avuto la qualità che ogni insegnante d’eccellenza deve avere per formare ed educare. Ha saputo analizzare la vicenda in tutta la sua complessità, valutandone sì la componente violenta, ma anche il contesto di fragilità che sempre più spesso i ragazzi si trovano a dover affrontare.
