A Varese rider antispreco: il cibo in eccedenza “pedala” dai negozi all’hub

varese rider antispreco
Una delle bici elettriche che trasporteranno il cibo dai negozi all'hub

VARESE – I prodotti alimentari invenduti presso i negozi del centro città non andranno sprecati: saranno portati a bordo di bici cargo fino al Ri-Hub Food Varese, centro per il recupero e la distribuzione delle eccedenze di cibo. I locali si sono aperti ufficialmente oggi, venerdì 19 gennaio, presso la sede dell’assessorato alla tutela ambientale in via Copelli (qui sotto il video). Presenti al taglio del nastro prefetto, vertici delle forze dell’ordine, la giunta quasi al completo e i consiglieri regionali Licata e Astuti, oltre all’onorevole Gadda e all’assessore regionale Francesca Caruso, che ha portato i saluti del governatore Fontana. «Regione ha contribuito con circa 60mila euro – ha detto – e intende favorire la sostenibilità in tutte le sue forme».


Raccogliere e redistribuire

Il progetto rappresenta il primo hub di questo tipo a livello pubblico sul territorio lombardo. È realizzato dal Comune con il contributo di Regione Lombardia e con la collaborazione di tre associazioni che gestiranno l’hub, è raccogliere e redistribuire giornalmente eccedenze alimentari. Ri-Hub Food Varese prende avvio dalla legge 166/2016 (legge Gadda) conosciuta anche come legge antispreco, che mira alla eliminazione degli sprechi, al recupero, al riuso, alla riduzione dei rifiuti in accordo con gli obiettivi dell’Unione Europea. Protagonisti saranno i giovani volontari, che in sella alle bici cargo elettriche ritireranno giornalmente la merce invenduta dai negozi del centro e la consegneranno all’hub, perché possa essere donata alle associazioni che ne faranno richiesta per i loro assistiti in condizioni di fragilità. Allo stesso tempo promuoveranno anche la cultura del dono e la bellezza del volontariato specialmente tra i giovani. E i ragazzi delle scuole superiori della città saranno impegnati in progetti didattici sia nella gestione dell’hub che nelle attività di comunicazione e promozione.

Le autorità tagliano il nastro del centro

Tre associazioni protagoniste

«Lo spreco incide negativamente sull’economia e fa male all’ambiente: il recupero, la rigenerazione e il riuso delle eccedenze portano ad una riduzione dei rifiuti che contribuisce a realizzare gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Introdurre azioni di riduzione dello spreco alimentare è quindi pilastro indispensabile per un’efficace azione climatica se si pensa che più del 30% delle emissioni derivano dalla filiera alimentare e di queste un terzo è imputabile allo spreco di cibo», ha detto l’assessore San Martino. Le tre realtà che gestiranno l’hub sono Pane di sant’Antonio, Banco Nonsolopane e Croce Rossa. Ats Insubria ha definito i protocolli igienico sanitari e formato i volontari, mentre l’Ufficio scolastico territoriale e la professoressa Barile, coordinatrice del progetto universitario Giovani Pensatori, hanno definito dei Pcto per gli alunni dell’Istituto alberghiero De Filippi, che partecipano alla gestione operativa dell’hub, a partire dal rinfresco preparato per l’inaugurazione di oggi (nella foto sotto alcuni piatti) utilizzando proprio eccedenze alimentari. Gli alunni del liceo artistico delle Scuole Manfredini hanno invece ideato il logo e l’immagine coordinata “vestendo” anche le bici cargo. In qualità di donatori hanno aderito Aime, Ascom, Associazione Panificatori, Cna, Confartigianato Imprese, Confesercenti, Istituto De Filippi. Inoltre Università degli Studi dell’Insubria, Pallacanestro Varese, Il Basket siamo noi, Scout Agesci zona Varese parteciperanno coinvolgendo adulti e ragazzi nelle attività di recupero sulle bici cargo.


Città antispreco

«Questo progetto è parte di un percorso nato dall’attività del tavolo Varese Città Antispreco costituito due anni fa, cui partecipano soggetti pubblici, imprese e enti del terzo settore e il cui scopo è far conoscere e attuare la legge Gadda cogliendone tutte le opportunità, attraverso la creazione di reti e azioni di recupero di eccedenze non solo alimentari», ha aggiunto l’assessore San Martino che ha ringraziato le associazioni coinvolte. «Varese è una città solidale, con tante associazioni che da anni recuperano le eccedenze – ha sottolineato Maria Chiara Gadda – il progetto dell’hub antispreco aggiunge in città un tassello prezioso, senza sostituirsi al loro impegno. Recuperare dalle gastronomie, dalle pasticcerie, o dai bar, è più complesso che farlo da una grande impresa di produzione o dai supermercati, perché il cibo in eccedenza è molte volte fresco, diffuso in più punti, e in piccoli quantitativi. Serve, quindi, un diverso modello organizzativo di recupero di prossimità».

L’assessore San Martino e l’onorevole Gadda sulle bici cargo di Ri-Hub Food

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