Bancari, a Varese approvata la piattaforma: chiesti aumenti e settimana a 35 ore

VARESE – Si sono concluse nei primi giorni di luglio, in provincia di Varese, le assemblee per l’approvazione della nuova piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori bancari.

Le 18 assemblee territoriali, svolte unitariamente dalle cinque organizzazioni sindacali firmatarie — Fisac Cgil, Uilca Uil, First Cisl, Fabi e Unisinhanno registrato una partecipazione significativa. I lavoratori hanno discusso i contenuti della proposta insieme ai rappresentanti sindacali, approvandola poi praticamente all’unanimità.

«Il confronto con i lavoratori ha restituito un risultato molto positivo, segno di una forte attenzione verso le sfide che attendono il settore bancario e il mondo del lavoro più in generale», ha dichiarato Luca Roffredi, segretario generale Fisac Cgil Varese.

Salari, una priorità in un Paese fermo

Il rinnovo del contratto dei bancari torna al centro del dibattito anche per il peso della componente economica. Il tema del recupero del potere d’acquisto resta infatti una delle principali criticità sociali del Paese.

«I dati sulla crescita dei salari reali negli ultimi anni confermano una situazione difficile per l’Italia, rimasta indietro rispetto alle altre economie sviluppate. Il problema del valore del salario è diventato una questione centrale per milioni di lavoratori», ha spiegato Roffredi.

Il settore bancario rappresenta però un’eccezione positiva, grazie anche all’andamento economico delle aziende e a un sistema consolidato di relazioni sindacali. «La crescita salariale registrata nel comparto è un elemento importante, ma resta ancora distante dai livelli medi europei e deve essere sostenuta da nuovi interventi contrattuali», ha aggiunto.

La richiesta: 518 euro di aumento

La piattaforma prevede una richiesta economica pari a 518 euro mensili per la figura professionale media, una cifra calcolata considerando la crescita della produttività del settore, i risultati economici delle banche e le prospettive inflattive del prossimo triennio.

«Si tratta di una richiesta coerente con un comparto che continua a produrre utili importanti e che deve riconoscere ai lavoratori una parte del valore generato», ha sottolineato il segretario generale della Fisac Cgil Varese.

Orario di lavoro, la sfida delle 35 ore

Accanto alla parte economica, la piattaforma affronta temi come sicurezza, pressioni commerciali, trasformazioni organizzative, occupazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale.

Uno dei punti centrali riguarda la proposta di riduzione dell’orario contrattuale, con il passaggio dalle attuali 37 alle 35 ore settimanali, dopo la riduzione di mezz’ora già ottenuta con il precedente rinnovo.

«La questione del tempo di lavoro non può essere letta soltanto come un costo aziendale. Il tempo ha un valore umano e sociale che va oltre la semplice dimensione economica», ha affermato Roffredi.

«Negli ultimi anni il dibattito si è concentrato soprattutto su flessibilità, lavoro agile e diritto alla disconnessione. Ora è necessario tornare a riflettere sul rapporto tra tempo di vita e tempo di lavoro, mettendo al centro il benessere delle persone», ha aggiunto.

Tecnologia e futuro del lavoro

Nel suo intervento, Roffredi richiama anche la riflessione dell’economista John Maynard Keynes, che nel 1930 ipotizzava che il progresso tecnologico avrebbe consentito, entro un secolo, una drastica riduzione dell’orario necessario per soddisfare i bisogni economici.

«Siamo vicini a quella scadenza, ma quel traguardo è ancora lontano. La tecnologia ha continuato a svilupparsi, ma i benefici della crescita non sono stati distribuiti in modo sufficientemente equo», ha osservato.

Secondo il dirigente sindacale, digitalizzazione e intelligenza artificiale possono rappresentare una grande opportunità, ma solo se accompagnate da un progetto sociale condiviso. «Il progresso deve tradursi in un miglioramento della qualità della vita e non soltanto in maggiore efficienza produttiva».

La trattativa riparte a settembre

La piattaforma è stata approvata positivamente nelle consultazioni svolte in tutta Italia ed è stata presentata il 16 luglio a Roma dalle organizzazioni sindacali alla controparte Abi. Il negoziato entrerà nel vivo dopo la pausa estiva, con la ripresa prevista il 24 settembre.

«Non sappiamo quale sarà il risultato finale della trattativa, ma l’obiettivo è costruire un confronto di alto livello che possa produrre benefici per i lavoratori bancari e rappresentare anche un segnale di cambiamento per l’intero mondo del lavoro», ha concluso Luca Roffredi.

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