VARESE – «La sua era una visione di chiesa aperta, suscitava collaborazione». Così Varese ha ricordato don Peppino Maffi, che in città e in provincia ha ricoperto tanti ruoli nella sua lunga carriera ecclesiastica, tra cui anche quello di prevosto dal 1998 al 2006. Maffi è scomparso lo scorso sabato all’età di 80 anni. Oggi pomeriggio, martedì 17 febbraio, si sono svolte le esequie nella Basilica di san Vittore.
Una chiesa aperta
A celebrare il funerale l’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini, insieme ad altri parroci, una ventina di concelebranti in tutto, tra cui i prevosti che si sono succeduti a Maffi nell’incarico in città. L’omelia è stata pronunciata da Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia e amico di don Peppino. «Stiamo salutando un uomo buono, mite e umile di cuore – ha detto il vescovo – l’amabilità di don Peppino era un buon profumo che si diffondeva in tutti noi. Aveva la totale disponibilità a svolgere compiti differenti che mettevano in luce i molteplici aspetti della sua fede».
Un uomo mite
«Un pescatore di uomini – così l’ha ricordato – ha vissuto servendo il suo Signore e mettendo il proprio cuore in sintonia con il suo: sembrava avesse un’eco, la parola Signore, in tutto ciò che faceva». Ha ricordato le tante tappe toccate lungo il suo percorso, tra cui Solbiate Arno, Valle Olona e Bobbiate, dove è stato vicario parrocchiale negli ultimi anni. Con una «presenza discreta e silenziosa, vicino alle persone con la parola, il consiglio e il conforto». La basilica si è riempita per l’ultimo saluto a don Maffi, così come il sagrato. E sono stati in tanti anche a seguire il rito via streaming sul canale YouTube della Comunità pastorale Sant’Antonio Abate.
Varese dice addio a don Peppino Maffi. Fu prevosto e rettore a Venegono
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