“Varese sei tu”. No, siamo noi

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Varese, Lega in marcia su Palazzo Estense

“Vogliamo far partire un laboratorio civico per mettere il dibattito al centro della città”. Lo dichiara ad Andrea Della Bella l’avvocato Sergio Terzaghi, fede leghista, ispiratore di “Varese sei tu”, sorta di think tank in salsa bosina che, aprendo il confronto sui temi dello sport, guarda alle elezioni amministrative del 2027. Venerdì sera, 9 gennaio, Terzaghi ha invitato un folto gruppo di persone a cena, tutte più o meno appartenenti a categorie professionali che possono fare opinione e dentro le quali, guarda caso, ci potrebbe essere l’eventuale candidato (civico?) per la poltrona più importante di Palazzo Estense, lato centrodestra. Così che il “dibattito” più che sulle “idee per la città” si sviluppi attorno alla candidatura di colui o di colei che contenderà al centrosinistra e alle altre liste in gara la carica di sindaco.

Una corsa ad ostacoli a cui sono iscritti in tanti e che la Lega intende in qualche modo gestire, senza delegarla del tutto alle forze alleate in campo, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Tant’è vero che alla cena di venerdì, mimetizzata con la presenza di personalità dello sport, da Beppe Marotta a Toto Bulgheroni e Luis Scola, c’erano i maggiorenti leghisti della provincia di Varese. Soltanto loro, nessun altro esponente politico. Loro e alcuni dei “bei nomi” che girano come possibili capitani alle amministrative. Leghisti anche loro? Bè, sicuramente contigui all’area salviniana, se no che ci facevano lì? Il nostro Della Bella li ha individuati nel suo articolo sulla serata, alla quale, guarda un po’, hanno preso parte il ministro Giancarlo Giorgetti e il governatore lombardo Attilio Fontana, a suggellare l’importanza dell’evento, tutt’altro che confinato nel perimetro del pubblicizzato confronto sulle attività sportive di Varese.

La posta in gioco – la riconquista di Palazzo Estense dopo il decennio a trazione piddina – è troppo importante per una Lega che proprio qui, all’ombra del Sacro Monte, ebbe origine per diventare il partito che fu e che cerca, pur con tutte le variabili e gli aggiustamenti salviniani, di restare sulla cresta dell’onda. Per tornare a dominare la scena locale ha bisogno di partire da lontano, con attività che stimolino l’interesse dell’opinione pubblica e che avvicinino coloro i quali intendono partecipare alla vita amministrativa. Cosa meglio dello sport, che a Varese ha solide radici e avventure di primo piano anche internazionali? Cosa meglio che chiamare a raccolta una platea sicuramente prestigiosa, per un dibattito di alto livello che inauguri di fatto la marcia sul Comune di via Sacco? Di peso diverso sono le partite elettorali che si giocheranno a Busto Arsizio e Gallarate: al di là dei maneggi e dei garbugli per definire le candidature, il centrodestra è favorito senza ombra di dubbio, al netto di sconquassi per ora neanche alle viste.

Poi, Varese è Varese. I ragionamenti politici hanno una caratura nazionale e regionale, non a caso il capoluogo esprime il ministro più importante dell’esecutivo Meloni, il presidente di Palazzo Lombardia e, in passato, ha potuto contare sul valore personale e politico di Bobo Maroni, mica bau bau micio micio. Senza dimenticare il nume tutelare da cui tutto è cominciato: Umberto Bossi. D’obbligo dare sostanza al dibattito pre elettorale, affrancandolo dal pettegolezzo non soltanto giornalistico che sinora l’ha caratterizzato; dalle autocandidature a buon mercato che rischiano, proprio a causa della mancanza di sostegni veri, di bruciarsi; dalle liti di bottega e dai personalismi che sviliscono e disilludono : la Lega, la parte che conta davvero, se n’è accorta e agisce di conseguenza, mettendo in agenda di rivendicare il sindaco. Certo, “Varese sei tu”. Ma prima ancora “siamo noi”. Noi leghisti.

Nasce “Varese sei tu”, Terzaghi: «Cantiere di idee per la città». Con tanta Lega

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