Varese, sesso come in “Cinquanta sfumature di grigio”: lui va processo

VARESE – Davanti a una scena a luci rosse del film “Cinquanta sfumature di grigio”, la donna si era confidata con la sorella di suo marito: «Mi piacerebbe che tuo fratello fosse così». Oggi l’uomo è accusato di maltrattamenti e violenza sessuale, proprio ai danni della compagna, ma in tribunale a Varese ha respinto le gravi accuse con una lettera consegnata ai giudici e letta in aula.

Le parole dell’imputato

«Amo mia moglie, non l’ho mai picchiata. Lei non mi amava più e non mi sopportava più, questa è la verità», scrive l’uomo nella lettera, che contiene anche dei passaggi relativi all’intimità della coppia. Passaggi inevitabili, in chiave difensiva, per provare a spiegare ai giudici come sarebbero andate le cose. È a questo punto che il film uscito nelle sale nel 2015 e tratto da un romanzo in cui vengono descritte le “pratiche bondage” dei due protagonisti, torna al centro dell’attenzione.

Le frustate alla moglie

I coniugi, è emerso dallo scritto firmato dall’imputato, avevano una vita sessuale piatta, anche perché l’uomo, stando alla sua versione, si rifiutava di sperimentare pratiche spinte e di frustare la moglie. Moglie che davanti ad uno psicoterapeuta aveva però raccontato di un rapporto intimo concesso al marito solo per soddisfarlo, e nel quale sarebbe stata colpita più volte con una cintura.

«Travolto da un incubo»

L’uomo nella lettera spiega infine il modo con cui è venuto a conoscenza della denuncia sporta dalla consorte nei suoi confronti: «Lei mi ha denunciato a novembre 2019, per tutto il mese abbiamo vissuto sotto lo stesso tetto e io non sapevo della denuncia. L’ho scoperto quando sono andato a rinnovare il passaporto. E sono stato travolto da un incubo».

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