VARESE – Si è insediata oggi, giovedì 5 marzo, Mariolina Panasiti, la nuova presidente del tribunale di Varese. Un ritorno in quello che Panasiti ha definito «il mio tribunale, perché qui ho iniziato la mia carriera in magistratura». Una carriera piena di risultati che oggi, 31 anni dopo, l’ha riportata «a casa», come ha sottolineato il presidente reggente Dario Papa.
Orgogliosa di essere qui
«Per me è motivo di grande orgoglio essere qui. Il tribunale di Varese è il “mio” tribunale. E con grande commozione ricordo il giudice Giovanni Vigna presidente del tribunale quando cominciai proprio qui a Varese», ha detto Panasiti non senza emozione nella voce ringraziando i colleghi, il personale tutte e gli avvocati. «Ringrazio anche mio figlio che per tutta la vita ha dovuto condividere sua madre con la magistratura».
Bentornata presidente

Presenti tutte le autorità militari e civili del territorio e non solo. Dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, al prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, al presidente della Corte d’Appello di Milano Giuseppe Ondei che ha lodato «i numeri del tribunale di Varese nonostante, come tutti gli altri tribunali, debba confrontarsi con uno scoperto in organico, sia sul fronte dei magistrati che su quello del personale amministrativo, che si aggira intorno al 40%», al presidente della Provincia di Varese Marco Magrini e al sindaco di Varese Davide Galimberti. Il governatore Fontana ha ricordato gli esordi: «Oramai tanti anni fa, più di una volta ci siamo incrociati in tribunale a Varese durante le udienze. Nella sua prima esperienza ha lasciato un segno squisitamente positivo sia sul piano tecnico sia su quello legato alle relazioni».
Collaborazione e passaggio culturale
Panasiti ha ricevuto il saluto del procuratore di Varese Antonio Gustapane e del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Varese Carlo Battipede. Il procuratore ha sottolineato come la nuova presidente saprà cogliere lo «spirito di collaborazione» grazie al quale è stato possibile gestire il tribunale finora. Il presidente Battipede ha invece posto l’accento «sul passaggio culturale di grande valore rappresentato dalla prima volta in cui il tribunale di Varese viene guidato da una donna», tribunale che «non deve essere solo luogo di decisione ma anche presidio di diritti».
