VARESE – L’esperienza della Casa della Nutrice si evolve e diventa “Link”. L’attività di presa in carico delle donne vittime di violenza che si è svolta nell’ultimo anno presso la struttura adiacente al Del Ponte prosegue con un nuovo protocollo istituzionale siglato stamattina, martedì 27 maggio, in Prefettura a Varese (qui sotto il video). Oltre al nome del progetto cambia anche la sede: le attività si svolgeranno all’interno del Pronto Soccorso dell’ospedale di Varese.
Finanziamento biennale
Ad illustrare le novità è stato Giuseppe Calicchio, direttore sociosanitario di Asst Sette Laghi, realtà capofila di “Link”. «L’idea è di uscire dalla logica della progettualità – ha spiegato – per una messa a sistema e stabilizzazione. Il progetto è stato valutato tra i primissimi da Regione Lombardia con un finanziamento su due anni di 150mila euro». Sul cambio di sede ha spiegato che l’esperienza della Casa della Nutrice ha messo in evidenza l’attenzione da porre nell’attenzione alla donna vittima di violenza nei luoghi in cui riceve la prima assistenza sanitaria. Le donne che arriveranno al Pronto Soccorso di Varese per casi di violenza troveranno quindi una risposta immediata nello stesso Ps: è già stato dedicato uno spazio apposito dedicato ai percorsi di presa in carico. L’obiettivo è rispondere ad un’esigenza crescente: «Quasi ogni giorno i nostri punti Ps e i nostri reparti incontrano situazione drammatiche di violenze alla persona e nella specificità di violenza alla donna».
Prevenzione sul territorio
A disposizione delle vittime di violenza ci sono degli educatori che si integrano con il personale sanitario e un team di psicologi. «Che vorremmo stabilizzare con incarichi a tempo determinato», ha aggiunto Calicchio. E per il futuro l’idea è di estendersi anche agli altri Ps dell’azienda. Si vuole inoltre abbracciare tutta la provincia coinvolgendo i Comuni e in particolare gli agenti della Polizia locale in un’ottica di prevenzione. «Li riteniamo degli interlocutori preziosi sul territorio come sentinelle, come radar per intercettare nella quotidianità quei sintomi di percorsi malati e di violenza». Ci sarà anche una collaborazione con l’Università dell’Insubria per dei punti di ascolto. Partner del progetto sarà ancora la Fondazione Felicita Morandi, che già si era occupata della Casa della Nutrice.
La firma
All’incontro in Prefettura per la firma del protocollo sono intervenuti insieme ad Asst e al prefetto di Varese Salvatore Pasquariello il procuratore Antonio Gustapane, il questore Carlo Mazza, il comandante provinciale dei Carabinieri Marco Gagliardo e i rappresentanti di Ats Insubria, Comune di Varese, Ordine degli Avvocati, Università dell’Insubria e Fondazione Felicita Morandi.
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