Venegono, autorefezione al comprensivo Marconi. «Conquista dei genitori»

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Il plesso Ferrarin dell'Istituto Comprensivo Marconi di Venegono Superiore

VENEGONO SUPERIORE – Con il nuovo anno scolastico in due plessi dell’Istituto comprensivo Marconi di Venegono Superiore ha preso il via l’autorefezione per gli studenti di seconda e terza media che frequentano le 36 ore. Il risultato di oltre due anni di battaglia da parte di un gruppo di genitori. Che ora esprimono soddisfazione, auspicando però che la libertà di scelta possa essere estesa a tutti gli alunni.

La sentenza del Tar

Per comprendere meglio il tutto bisogna tornare indietro al 2024, quando i rappresentanti dei genitori avevano presentato una prima richiesta in consiglio d’istituto per chiedere la possibilità per i propri figli di portare il pasto da casa. Si sono susseguiti incontri, sondaggi, tavoli intercomunali e petizioni, ma da parte della scuola e dei Comuni le richieste non sono state accolte. Vista la situazione di stallo i genitori hanno presentato un’istanza, al cui rigetto è seguito un ricorso al Tar della Lombardia contro la scuola e il Ministero dell’Istruzione. L’azione legale ha portato a febbraio 2026 alla sentenza che ha dato ragione ai genitori. L’autorefezione è diventata così realtà per le famiglie ricorrenti. Alla fine dello scorso anno scolastico altri genitori hanno presentato nuove istanze e il consiglio d’istituto ha allargato il novero dei beneficiari alle famiglie con figli frequentanti il tempo prolungato presso la scuola secondaria di primo grado nel plesso Ferrarin a Venegono Superiore e nel plesso Fermi a Venegono Inferiore. 

La soddisfazione dei genitori

Ieri, mercoledì 16 settembre, la novità è diventata operativa. Non c’è ancora un numero preciso dei beneficiari, ma si stima che siano coinvolte circa 50-60 famiglie che per quest’anno scolastico potranno lasciare i propri figli a scuola senza dovere ricorrere alla mensa o maturare ore di assenza per la pausa pranzo fuori dall’istituto. «È una conquista importante, sofferta e agognata, che ha richiesto due anni di confronti con amministrazioni comunali e incontri, in cui abbiamo sempre trovato l’opposizione di scuola e Comuni», commenta Stefano Barbieri, uno dei genitori ricorrenti nonché consigliere comunale a Venegono Superiore e presidente di Azione Provincia di Varese. Alla soddisfazione per l’impegno delle famiglie premiato dal Tar si affianca l’auspicio che la possibilità possa essere concessa a chiunque voglia usufruirne. «La disparità di trattamento non trova alcun fondamento nella sentenza del Tar, la quale ha sancito un principio generale che dovrebbe essere applicato a tutta la scuola». Barbieri cita ad esempio la vicina Lonate Ceppino, dove il Comune stesso si è fatto promotore dell’autorefezione, con la piena soddisfazione di tutte le parti.

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