VERBANIA – Oltre cinquecento persone hanno fatto da cornice al “Battello di pace”, la barca che sabato 11 ottobre ha navigato tra le due sponde del lago Maggiore portando simbolicamente i colori della bandiera della pace. L’iniziativa è stata promossa dalla rete “Artigiani di pace” ed ha visto l’adesione di enti, istituzioni e associazioni di diversa estrazione e sensibilità.
Le tappe della “crociera” simbolica
Il battello, a bordo del quale sono salite una cinquantina di persone, è salpato alle 9 da Angera ed è approdato a Verbania alle 15, dopo aver fatto tappa ad Arona (Novara) e Baveno (Verbano-Cusio-Ossola). Ad ogni tappa dove sono stati organizzati momenti di riflessione e confronto, con musica e letture. E’ stata anche proposta una raccolta fondi: quanto offerto sarà destinato ai progetti su Gaza di Medici Senza Frontiere ed Emergency.
“Abbiamo bisogno di credere alla pace – ha detto don Renato Sacco, esponente di Pax Christi e sacerdote della parrocchia di Villadossola – perché è più difficile abituarsi alla pace che alla guerra. Il battello ha lo scopo di abbattere muri e barriere: diciamo no al riarmo e sì al cessate il fuoco. Siamo contenti se a Gaza non si spara più, anche se la pace è un’altra cosa”.
A Verbania uno sparuto gruppo di “dissidenti”
Unico ”neo “ della giornata la protesta, messa in atto da uno sparuto gruppo di persone, al pontile di Verbania Intra dove il battello ha concluso il suo viaggio. Sotto accusa la presenza, su una barca di servizio che accompagnava il Battello, di una bandiera israeliana simbolicamente cucita insieme a quella palestinese, con la scritta ‘Peace’. Una scelta definita “inopportuna”
