Spostati dall’asilo alle De Amicis. Cerini (Vergiate 2030): «Nessuno pensa ai bimbi»

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VERGIATE – «Ai bambini chi ci pensa?». Se lo chiede Marco Cerini, candidato alle ultime Amministrative con Vergiate 2030 e fra i genitori che hanno lanciato una raccolta firme per opporsi al temporaneo trasferimento dei bimbi dall’asilo nido Rodariche verrà riqualificato con i fondi Pnrralle elementari De Amicis. Soluzione che in alcuni casi viene ancora contestata: «A Vergiate il buonsenso è andato in soffitta, per un cantiere».

L’unica soluzione?

Una lunga lettera, quella firmata da Cerini, per ribadire la sua contrarietà alla scelta di riunire i bimbi in un’unica struttura. Dice: «Un edificio scolastico vecchiotto e già piccolo, che a malapena ospita alcune classi delle elementari, diventa asilo nido, scuola dell’infanzia, primaria. Tutti insieme, per un anno almeno». In numeri sono «circa 70 bimbi del ciclo 0-6, più circa 155 delle elementari. A cui si aggiunge il personale scolastico». Un intervento da effettuare «perché ci sono i soldi del Pnrr da spendere, per rifare l’asilo comunale che poi neanche appare così malandato. L’hanno definita “l’unica soluzione possibile”, e lo è se ogni altra possibile soluzione viene negata senza discussione».

«Lo sguardo smarrito»

Cerini, precisa, parla da genitore di una bimba delle elementari. Sottolineando che «non potevo stare zitto davanti al suo sguardo smarrito» all’idea di dover consumare i pasti seduta al banco. L’affondo: «In Comune hanno deciso che si può fare, ancora. E non c’è alcuna emergenza sanitaria adesso a giustificare la scelta. Ma un’emergenza soldi da spendere». Da qui, le altre domande: «Come faranno a stare lì per tutto questo tempo? Sono giustamente vivaci e hanno bisogno di spazi. Per il Comune è la soluzione più facile e meno costosa». E ancora: «I più piccoli come faranno il loro riposino?».

La raccolta firme. E Ats

Dalla scorsa primavera, i genitori delle elementare si sono attivati per raccogliere informazioni su «questa soluzione assurda». Un esempio: «Abbiamo provato a chiedere al dirigente scolastico in carica il documento valutazione dei rischi dello stabile, previsto per legge. Lei lo ha semplicemente dichiarato segreto». Oppure: «Abbiamo informato l’ufficio scolastico provinciale. Ma è arrivato solo silenzio». Quindi è partita una petizione «per un appello disperato». Sono state raccolte circa 70 firme «per sollecitare l’intervento del prefetto e qualche informazione d’ufficio è arrivata». Ma il risultato, dice Cerini, «è stato guadagnarsi il pubblico disprezzo del sindaco in consiglio comunale». Poi, un nuovo quesito: «Esiste un ente terzo che verifica il rispetto della complessa normativa su asili e scuole? Ats Insubria avrebbe un ruolo di vigilanza. Speriamo che con l’avvio delle attività faccia veramente un controllo nello stabile». Infatti, aggiunge, «alle richieste di avere risposte chiare, Ats ha risposto dopo 10 settimane con una letterina scritta in burocratese evasivo».

Le alternative e il futuro

Prende poi come riferimento le soluzioni individuate a Somma Lombardodove governa lo stesso colore politico di Vergiate, il Pd») e dove «si è letto di un confronto con i genitori, sono state prese delle strutture mobili per dare un tetto idoneo». Ipotesi che «a Vergiate è stata definita “uno spreco”: conta di più il bilancio del Comune?». Fino all’affondo: «L’importante è fare cantieri, usare i fondi del Pnrr per tagliare altri nastri e soprattutto spendere pochi soldi del Comune. Perché di sostegni economici per i disagi non se ne sono visti». Conclude: «Dal Comune non ci si aspetta nulla, visto che hanno già deciso tutto da soli tempo fa, senza un confronto costruttivo, sulla pelle dei bambini e del personale scolastico. Allora chi ci pensa ai bambini? Le Istituzioni, si vedrà. Lo dovranno fare i genitori: sarebbe il nostro mestiere. Per insegnare a non chinare la testa davanti al potere, che si fa forte se ci si inchina solamente in silenzio. A chiedere il rispetto delle norme, del buonsenso e comunque della dignità di cittadini che pretendono chiarezza e trasparenza nelle decisioni prese».

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