VARESE – «Ogni volta che salgo sull’autobus ho paura». A parlare è un controllore di Autolinee Varesine che in occasione del convegno promosso oggi, giovedì 30 ottobre, da Inail Varese, ha portato la sua esperienza diretta (nel video qui sotto l’intervista). Il tema della mattinata era quello delle aggressioni a bordo degli autobus e alle fermate del trasporto pubblico, un fenomeno che registra numeri preoccupanti, in crescita negli ultimi anni. Con le aziende di trasporto che auspicano una presenza più frequente delle forze dell’ordine a bordo.
Gli aggressori si sentono impuniti
«La paura ce l’abbiamo tutti – ha detto Antonio Marangiolo, controllore di Autolinee Varesine – sicuramente non mi spavento nel senso che è il mio lavoro. Logico che affronto la mia paura e affronto il pericolo. È logico che oggi sta diventando sempre più difficile: infatti ci siamo fatti dotare di bodycam che portiamo addosso in modo da registrare qualsiasi aggressione e qualsiasi situazione particolare che può succedere». Per far sì che i rischi vengano azzerati i lavoratori chiedono una modifica normativa. «Spero che la legge cambi – continua il controllore – ormai il ragazzino si sente impunito. Giustamente il minorenne non è facile da calmare o da sanzionare. La prima cosa è cambiare queste cose: dove chi sale, che sia un giovane o un adulto, sappia che se sbaglia avrà una conseguenza. Oggi purtroppo non è più così».
Più controlli a bordo
«Registriamo purtroppo eventi in continuo di violenze nei confronti dei nostri autisti e nei confronti dei passeggeri – ha detto l’amministratore delegato di Autolinee Varesine Fabrizio Laudi – la situazione in certi momenti è diventata insostenibile». Quindi ha sottolineato l’importante collaborazione con le forze dell’ordine per i controlli a terra. «Il tema che vogliamo sollevare quest’oggi è quello della collaborazione a bordo: abbiamo proprio bisogno di una presenza che saltuariamente salga e scenda sui nostri autobus per dare tranquillità e serenità a un mondo che muove parecchia gente, con linee utilizzatissime in città e verso i laghi. Il nostro grido è proprio questo: speriamo e contiamo di avere un appoggio dalle forze dell’ordine».

Telecamere e vigilanza privata
Il presidente dell’Agenzia Tpl Como Lecco Varese Giovanni Stefano Galli ha sottolineato che l’agenzia sente una forte responsabilità nel contribuire ad una risposta sistemica e coordinata ad eventi che non possono essere considerati semplici incidenti. «Siamo firmatari del protocollo sulla sicurezza presso la Prefettura di Varese e abbiamo finanziato sistemi di videosorveglianza a bordo dei mezzi pubblici», ha ricordato. Quindi ha spiegato che è attualmente in fase di definizione una sperimentazione per controlli sui bus che vadano ad aggiungersi alle attività già svolte dalle forze dell’ordine. «Vogliamo partire con una sperimentazione utilizzando istituti di vigilanza privati per effettuare controlli a bordo come azione preventiva nei confronti delle aggressioni, sia al personale che agli utenti che possono essere aggrediti da malintenzionati».
Daspo anche alle fermate
Tra i saluti iniziali quello del prefetto Salvatore Pasquariello, e per il Comune di Varese l’intervento dell’assessore alla Polizia locale Raffaele Catalano, che ha annunciato una novità sul tema. L’intenzione di Palazzo Estense è infatti quella di effettuare un’integrazione al regolamento comunale che attualmente consente di applicare il Daspo solo nei casi di aggressioni che avvengono presso il terminal bus di piazzale Kennedy. In seguito alla modifica l’applicazione potrà essere estesa agli episodi che si verificano presso tutte le fermate degli autobus in città. Il direttore territoriale di Inail Pasquale Vella ha citato invece alcuni numeri: il fenomeno delle aggressioni in tutti i settori in Italia registra quasi 6.000 casi nell’ultimo quinquennio di osservazione. Il 20% ricade in Lombardia con circa mille casi. «Nella nostra provincia – ha sottolineato – abbiamo poco meno di 100 denunce di infortunio da aggressione sul lavoro. Quelle nel settore del trasporto pubblico locale sono all’interno di queste diciamo poco meno di 100 aggressioni ma sottolineiamo che il fenomeno è molto più ampio perché l’aggressione da infortunio sul lavoro è un di cui del fenomeno che è molto più ampio e richiede sicuramente una convergenza istituzionale la più ampia possibile». Nel 2024 in provincia le denunce di infortunio nel settore del trasporto di passeggeri sono state 13. Nel quinquennio 2020-2024 le denunce rilevate a Varese sono state 78, il 75% del totale del bacino Como-Lecco-Varese. Il settore del trasporto è il secondo per numero di aggressioni al personale dopo la sanità.
Violenza in autobus, a Varese le forze dell’ordine a bordo insieme ai controllori
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