MALPENSA – L’assessore all’Urbanistica di Somma Lombardo, Francesco Calò (Pd), lo dice senza girarci attorno. La proposta di ampliamento di Volandia, così come è stata presentata, «è irricevibile» e appare «più come una provocazione del suo presidente Marco Reguzzoni» che un progetto concreto. Ma le sue dichiarazioni, aggiunge, non devono essere interpretate come la parola finale ma piuttosto nel primo passo di un progetto che invece al Comune interessa molto e che, «se migliorato», può fare da traino al rilancio dell’intera frazione di Case Nuove.
La Città dell’Aerospazio
Calò prende spunto dalla Città dell’Aerospazio realizzata a Torino e sostiene che il modello possa essere replicato qui. «In questo modo Volandia potrà rappresentare non soltanto la storia del volo ma anche il futuro». Come? «Adesso abbiamo tutti gli elementi per mettere a terra il Piano di perequazioni funzionali approvato da Regione Lombardia che prevede per Case Nuove insediamenti di terziario avanzato. Invito la Provincia di Varese a riunire attorno a un tavolo Regione, i Comuni coinvolti, ma anche Confindustria, il distretto aerospaziale e gli operatori interessati». Volandia, dunque, può diventare il cardine della rinascita della frazione delocalizzata attraverso una serie di servizi che dentro e fuori i cancelli del museo guardano inevitabilmente all’adiacenza di Malpensa.
Parcheggio e hotel
Il progetto, però, «deve essere migliorato e si può trovare un equilibrio». E spiega: «Non ho nulla in contrario che un museo viva degli introiti di un parcheggio anziché di sovvenzioni, ma così come ci è stato prospettato non va bene. E anche l’hotel: perché non pensarlo anche come residenza per gli studenti dell’Its a vocazione aeronautica che sorge a poca distanza?». Conclude Calò: «Oggi sono io il primo a dire no. Ma può diventare un sì se migliorato, a partire da un ampio ampliamento del settore espositivo del museo che a oggi non c’è. Così come, dalle carte che ho in mano, non ci sono ancora i due milioni di euro di Regione Lombardia. Non metto in dubbio che siano a bilancio, ma prima di erogarli suppongo vogliano vedere una valida proposta scientifico-culturale. Proprio come noi».
