Vuelta, 14a tappa: a La Farrapona brilla Pellizzari ma vince Soler. Male Ciccone

Vuelta Farrapona Soler Pellizzari
Marc Soler sulla Farrapona, Vuelta 2025 (Sirotti)

Attacco scriteriato, folle, o coraggioso? Fatto sta che Marc Soler, al termine di una fatica disumana, conquista la 14a tappa della Vuelta a España con arrivo in salita a La Farrapona. Una grande rivincita per lui che nel 2020, sullo stesso traguardo ma senza pubblico perché in piena epoca Covid, arrivò secondo dietro al francese David Gaudu.

Quello che i numeri non dicono

I numeri dicono che che Soler è la 4a vittoria nella corsa spagnola e che la Uae mette il 7 sigillo in questa edizione, l’80° in stagione. L’ordine d’arrivo dice invece che Joao Almeida, nonostante l’enorme lavoro di Bjerg e Grosschartner sull’ultima salita, non è riuscito a staccare la maglia rossa Jonas Vingegaard. Anzi, all’arrivo il danese, 2°, gli ha pure inflitto due secondi. Poco o nulla, ma ormai tutto conta. Quello che ancora non si può valutare è il comportamento tattico della squadra emiratina. Forte, per carità, nessuno lo può discutere. La più forte squadra al mondo, certo. Ma solo a Madrid si saprà se la squadra ha corso questa Vuelta con acume tattico, nel caso vincesse la Vuelta con Almeida, o se invece la sua è stata solo un’ingordigia di piccole vittorie.

Il dubbio

Il dubbio è forte perché nonostante Jonas Vingegaard non sia nella sua miglior versione non va in difficoltà. Il danese, che non ha neppure l’esuberanza del suo rivale storico Pogacar, corre con intelligenza. Cerca di misurare le forze per portare a casa il bottino e finora non ha mai mostrato segni di cedimento.

La terza carta

La terza carta è Jai Hindley un corridore che in carriera ha vinto un Giro, nel 2022, ed è arrivo una volta secondo. Dopo un lunghissimo periodo sembra essere uscito dalla nebbia. La sua Red Bull gli ha fatto un lavoro fantastico ma quando è entrato in azione lui, nel finale, s’è vito che sì, tanta grinta, ma gli altri due ne hanno molto di più. Hindley ha a fianco Giulio Pellizzari che è stato fantastico. nella seconda parte della Farrapona è stato lui a fare il ritmo per il suo capitano. Ruolo svolto alla grande tanto che si può affermare che in questo momento sia il miglior “ultimo uomo” del gruppo. Bravissimo anche perché una volta esaurite le forze è stato capace di non mollare il gruppetto di Riccitello, suo rivale per la maglia bianca che domani indosserà per il nono giorno. Il 6° posto di giornata a soli 14″ dai big è da applausi.

Ciccone e le alternative

Parlando di Pellizzari si entra per forza di cose in tema Mondiale. Il nostro uomo di punta designato è Giulio Ciccone, oggi andato alla deriva a poco meno di 40 chilometri dal traguardo. lui si lamenta per un problema (un foruncolo sul sedere) che lo affligge dalla nona tappa. Però Giulio volava a  San Sebastian, dove ha vinto a inizio agosto, e a Burgos. Quindi il punto è: problema di salute o di forma ormai in fase calante? Se fosse per il foruncolo è molto probabile che debba ricorrere agli antibiotici, non la situazione ideale per preparare un Mondiale. Se fosse per il calo di forma sarebbe peggio. Di certo è plausibile che Marco Villa, il nostro c.t., cominci a valutare qualche alternativa. Non che il movimento italiano proponga dei fenomeni, però qualcosa o qualcuno è meglio studiarlo. E questo Pellizzari che, per l’amor di Dio non ha esperienza, certo, non potrebbe a Kigali essere lasciato libero? Non vincere nulla per non vincere nulla proviamo a vedere come va con un giovane di talento. E se pescasse il jolly?

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La 14a tappa – Ordine d’arrivo e classifiche

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