Mi ributto a capo fitto su un tema che mi sta a cuore per tre motivi.
In qualità di imprenditore, di amministratore locale e di rappresentante di associazione.
La crisi occupazionale, socio economica del nostro territorio di frontiera.
Dopo la legge di bilancio riguardante l’utilizzo di parte dei fondi destinati ai comuni basati sui ristorni dei frontalieri, tutti quelli che non sono generati dalle attività produttive, si potrebbe lavorare tecnicamente su alcuni specifici interventi e indirizzi d’uso.
Parto da un concetto, l’aria che va dai confini e si espande per 20 km dagli stessi, che comprende diverse amministrazioni, dovrebbe essere equiparata ad una ZES.
La Zona Economica Speciale (ZES) è una zona delimitata del territorio dello Stato nella quale l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali da parte delle aziende già operative e di quelle che si insedieranno può beneficiare di speciali condizioni in termini economici, finanziari e amministrativi.
Ribadisco che la mia idea non è togliere questi fondi ai comuni, ma permettere di utilizzarli per sostenere l’economia locale, come:
De contribuzione salariale
Abbattimento oneri legati ai nuovi insediamenti produttivi
Incentivi riqualificazione aree dismesse
Azionare leve incentivanti sul credito d’imposta, per investimenti su attrezzature produttive.
Orchestrare queste iniziative non sarà sicuramente semplice, ma in un ottica di buona politica, lungimirante a medio lungo termine, si può sicuramente coordinarci e legiferare in merito, per produrre azioni concrete, facilitando il reshoring, ovvero la contro delocalizzazione, per permettere il rientro dall’estero di aziende produttive, che troverebbero vantaggioso operare in queste aree.
Aree che altrimenti vedranno sempre più la fuga di operai specializzati, tecnici e professionisti, generando una desertificazione industriale, con peggioramento anche dell’aspetto sociale delle nostre comunità, che si trasformerebbero ancor più in paesi dormitorio.
Confrontiamoci
Marco Colombo
Sindaco di Daverio
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zes contro crisi occupazionale – MALPENSA24
