MALPENSA – La sperimentazione e poi l’applicazione delle nuove rotte è solo una parte dei temi da affrontare. Si vuole parlare di salute e di inquinamento, di pianificazione territoriale e occupazione. E così via. Tutti motivi che hanno spinto comitati e associazioni ambientaliste attive anche in ambito aeroportuale a scrivere una lettera al Cuv – nello specifico al presidente di turno Claudio Montagnoli, sindaco di Arsago Seprio – per chiedere la convocazione «urgente» di un’assemblea pubblica. E quindi fare il punto sul futuro dello scalo aeroportuale, nel segno «dell’ormai abusato slogan dello sviluppo sostenibile».
15 associazioni alla carica
«Abbiamo appreso, nell’arco di tempo degli ultimi 18 mesi, delle decisioni importanti che avete preso e che riguardano i nostri territori senza che abbiate soppesato la necessità di confrontarvi con la cittadinanza, nonostante i numerosi inviti e sollecitazioni da parte dei comitati presenti sul territorio», si legge nella missiva firmata da ben quindici realtà territoriali (Circolo Legambiente Il Presidio APS Cassano Magnago, Circolo Legambiente Ercole Ferrario Aps Gallarate, Circolo Legambiente Ticino Aps Turbigo, Salviamo gli Alberi di Gallarate, Coordinamento Salviamo il Ticino, Vivere Coarezza, Gruppo Territoriale No alla Grande Malpensa, Comitato Salviamo La Brughiera, Circolo Laudato Sì Busto Arsizio San Francesco, Circolo Laudato Sì Busto – Gallarate, Unicomal, Comitato Salviamo i Boschi di Samarate, Comitato di Golasecca – Giani Flavio, Fulvio Arcarese, Armando Curto). Parlano a nome di «cittadini che vivono ogni giorno, e notte, i disagi dovuti alla presenza dell’aeroporto con l’aumento dei voli diurni e soprattutto di quelli notturni».
La richiesta «urgente»
Si tratta quindi di una richiesta «urgente», ai sensi della convenzione – sottoscritta da tutte le amministrazioni – del 17 luglio 2019. «Che non si limita – spiegano in una nota a margine della lettera – a chiedere il rendiconto delle iniziative intraprese, ma impegna i sindaci a illustrare il programma (futuro) da attuare». Questo «non può che tradursi nell’individuazione delle azioni e delle iniziative da intraprendere per rendere sostenibile lo scalo varesino, dopo 26 anni e 9 mesi dall’apertura di Malpensa 2000». Quindi una visione a 360 gradi su tutte le «problematiche ambientali, sanitarie e sociali che l’aeroporto comporta. A maggior ragione alla vista della messa a terra del Masterplan 2035». In sintesi, «chiediamo ai sindaci del Cuv la stesura di una vera e propria piattaforma territoriale. Che, partendo dalle problematiche che la presenza di Malpensa comporta (salute umana-fauna-vegetazione, oltre a inquinamento acustico, atmosferico e delle acque, fino alla pianificazione territoriale, le infrastrutture e i poli logistici, l’occupazione), indichi le azioni o le rivendicazioni che si ritengono necessarie per poter rendere davvero credibile l’ormai abusato slogan dello sviluppo sostenibile. E che sono da sottoporre al confronto, all’ascolto e al contributo dei cittadini che dicono di rappresentare».
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