4Exodus inadempiente? “Progetti fermi in Comune a Gallarate”

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GALLARATE – “Invece di festeggiare i 90 anni di don Antonio Mazzi, 4Exodus si affretti a rispettare gli accordi con l’amministrazione civica”. Così parlò Andrea Cassani, primo cittadino di Gallarate a proposito dei due alloggi che l’associazione di don Mazzi deve ristrutturare al terzo piano di villa Calderara (nella foto), che ha in uso; alloggi da destinare a famiglie gallaratesi in difficoltà. Lo prevede appunto la convenzione per l’utilizzo dell’antica villa di Cedrate. “Ne siamo consapevoli – risponde Roberto Sartori, responsabile di 4Exodus – e la fretta del primo cittadino è anche la nostra: il progetto definitivo dei due appartamenti giace da tempo negli uffici di Palazzo Borghi, in attesa di approvazione. Spero che l’uscita pubblica del sindaco serva per accelerare la fase burocratica”.
Per dirla in un altro modo, gli accordi non sono affatto stati disattesi, ma ad essere inadempiente sarebbe proprio il Comune. “Nessuna polemica – continua Sartori – noi aspettiamo soltanto il via libera municipale. La convenzione, stipulata con la vecchia giunta, prevede la ristrutturazione dei tre piani della villa. Il primo piano è pronto e agibile (Lì è stato festeggiato don Mazzi, ndr). Il secondo e il terzo sono in lista d’attesa, se così possiamo dire. Ma non è colpa nostra”.

exodus cassani sartori donmazziSoltanto 6 dipendenti stranieri su 40

Cassani contesta a 4Exodus anche l’assunzione di dipendenti extragallaratesi: “Prima di pensare agli stranieri – sono parole del sindaco – bisogna occuparsi della nostra gente”. Di nuovo Sartori (nella foto): “Sulla quarantina di nostri dipendenti, soltanto sei sono stranieri. Lo confermano i numeri, che variano nel tempo”. Punto. Non una parola in più, né l’intenzione di riaprire scontri con l’esecutivo di centrodestra e, soprattutto, con il primo cittadino. “A noi interessa lavorare e attuare i progetti e gli impegni di assistenza, il resto non ci tocca più di tanto” taglia corto Roberto Sartori.

4Exodus si occupata di tossicodipendenti e di profughi. 110 gli stranieri, alloggiati in appartamenti in viale Lombardia, via Maroncelli, via Vespucci, via Campo dei Fiori. Poi a Castronno, Cardano al Campo e Lonate Pozzolo. A Villadosia si assistono i tossicodipendenti che intendono liberarsi dalla droga, Una quarantina, solo in parte alloggiati lì.

Difficile dialogo con gli enti pubblici

“Per comprendere come a volte è difficile operare con la pubblica amministrazione – conclude Sartori – basti pensare alla casa che abbiamo in uso a Cardano al Campo. La vorremmo destinare al cosiddetto housing sociale per i distretti di Somma Lombardo e di Gallarate. Casa che rimane vuota per la fatica ad ottenere risposte. Eppure, di cittadini bisognosi di aiuto ce ne sono tantissimi. E lo sanno anche sindaci e assessori”. Ogni commento sarebbe di troppo.

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