Ho 30 anni, sono sposata e ho un bimbo di 2 anni e abito a Busto Arsizio. Viviamo nella zona di Sant’Anna che non molto tempo fa è stata oggetto di notizie sui quotidiani locali a motivo della sentenza del tribunale di Busto Arsizio riguardante il Supercondominio.
Ovvero è stato stabilito che tutti coloro che fanno parte del suddetto non possono distaccarsi dal riscaldamento centralizzato e qualora lo facessero devono comunque pagare la quota delle spese di manutenzione dell’impianto . Ho deciso di scrivervi perché penso, come tantissime altre persone del villaggio, che vada reso di dominio pubblico quanto surreale stia diventando la situazione. Vi riporto di seguito il caso specifico della nostra famiglia.
Nell’inverno passato, per riscaldare una casa di 96 metri quadri con una riscaldamento a pavimento, abbiamo speso la bellezza di 2600 euro perché erano stati preventivati gli aumenti del gas . Anche dopo aver pagato tutti i bollettini, ci ritroviamo con un saldo di gestione precedente di -500 euro. Quindi a conti fatti, per riscaldare una casa in classe energetica G, abbiamo speso più di 3100 euro. Da notare anche il fatto che le utenze come acqua calda o gas per la cucina non sono inclusi. Il preventivo per la prossima stagione invernale, 2022/2023 è di 3840,45 euro. Ora la mie domande sono: il tribunale che ha emesso la sentenza sfavorevole alle famiglie che vorrebbero staccarsi dal supercondominio, ha valutato che ci sono persone nel villaggio che vivono con una pensione di neanche 1000 euro? Come possono pagare così tanto? Nel caso le famiglie non riescano a pagare i bollettini per il riscaldamento, è prevista la riscossione forzosa del credito da parte del supercondominio. Chi pagherà i debiti insoluti? Nel caso alcuno decidessero di staccarsi dovrebbero comunque pagare una percentuale altissima per le spese del supercondominio stesso. Se siamo costretti a stare in un super condominio non dovrebbero esserci delle tutele per i proprietari? Perché nessuno in ambito politico o amministrativo si interessa di centinaia di famiglie, che in Lombardia, spendono tutti gli anni cifre per poter riscaldarsi come se abitassero in Antartide?
Sarebbe produttivo se la nostra situazione venisse presa in considerazione. Dato che nei media o altri mezzi di informazione, il caro bollette è di dominio pubblico e oggetto di servizi o articoli quotidianamente. Qui in Lombardia, al villaggio Sant’Anna, ci sono famiglie che pagano il triplo rispetto alla media regionale per non avere la casa ibernata in inverno. Famiglie che spendono migliaia e migliaia di euro per riscaldare degli appartamenti, manco fossero delle ville di oligarchi. Il tutto senza prospettive di miglioramento e nel disinteresse generale della città, della provincia e della regione.
Lettera firmata
