Sì al Terzo Polo ma è l’Italia che deve vincere

patrini terzo polo italia

di Luigi Patrini

Vincerà il C-Dx o vincerà il C-Sn? Le due tifoserie si augurano, ovviamente, che a perdere siano gli avversari. Ma sarà meglio se vince il C-Dx, come sembra per il momento probabile, o se vince il C- Sn, cosa che nessuno può oggi escludere? Parto da una constatazione: dopo che sono scomparsi (o hanno cambiato pelle) i partiti della Prima Repubblica (DC, PCI, PSI, PSDI, e via dicendo), sono nati anche partiti nuovi (es. F.I., la Lega), si sono costituiti nuovi raggruppamenti (SI, LEU), e, negli anni, da Tangentopoli in poi, cioè da quel 3 febbraio 1992 in cui fu arrestato il “mariuolo” Mario Chiesa, i due raggruppamenti principali, guidati da F.I. e dal PCI-PDS-DS, si sono alternati alla guida del Paese con Berlusconi e Prodi o altri leader più o meno politicizzati o “tecnici”: Dini, Monti, tra i primi; D’Alema, Amato, Letta, Renzi, tra i secondi.

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Luigi Patrini

Il contesto di forte contrapposizione fra i due gruppi rivali ha fatto sì che – vincesse la Dx o vincesse la Sn – le cose non cambiassero poi molto. Il contesto di relazioni internazionali non dico “invadenti”, ma certo non solo “simboliche” in cui siamo inseriti, ha contribuito a condizionare il funzionamento del sistema Italia e, soprattutto, ha condizionato la povertà creativa della classe politica, formata per lo più da personalità di seconda, terza o quarta fila, lontane mille miglia dai Moro, dai Fanfani, dai De Gasperi, dai Togliatti, dai Craxi, dai La Malfa della Prima Repubblica.

La “creatività” è stata condizionata soprattutto dall’assillo di vincere: se l’assillo è “vincere” e non “governare”, non si vince mai abbastanza, si vuole stravincere e allora ….le cose concrete non si fanno, prevale la burocratizzazione del sistema e, a poco a poco, tutto va arenandosi. La cosiddetta Agenda Draghi, che non esiste, ma è semplicemente un “facciamo presto e bene ciò che serve a risolvere i problemi concreti della gente” è la conferma indiretta di questa rapida e un po’ troppo frettolosa analisi degli ultimi trent’anni della nostra storia.

Francamente sono molto imbarazzato per il voto del 25 settembre: per molteplici e diverse ragioni oggi non mi convince né il C-Dx a trazione salviniana (anche se mi auguro per lei che la Meloni prenda un voto più del leghista), né, men che meno, l’armata Brancaleone raccolta intorno a Letta. In questi trent’anni i due schieramenti si sono alternati, smontando ciascuno quel che aveva fatto l’altro e creando sfiducia e disaffezione per la Politica con la “P” maiuscola: gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Vedo con favore la possibile alleanza fra Calenda e Renzi, perché il costituirsi di un “Terzo Polo” è, secondo me, l’unica possibilità che nasca una situazione nuova: vincerà per forza, penso, il C-Dx o il C-Sn, ma nessuno dei due potrà “stra-vincere” e chi perderà non sarà “stra-sconfitto”: mi pare questa l’unica possibilità reale che possa favorire la ricostruzione di una collaborazione seria e utile tra le forze politiche più rappresentative del nostro Paese, sperando che partiti nati dai “vaffa” di un comico facciano la fine che meritano. Mi auguro che Calenda e Renzi riescano a far partire il Terzo Polo: potrebbe essere la volta buona che, finalmente, torni a vincere l’Italia e non solo uno spezzone di Parlamento.

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