di Andrea Buffoni
Sulla tremenda tragedia nel mare di Cutro in Calabria con decine di morti annegati, in gran parte donne e bambini, infuriano le polemiche, dividendo il mondo politico che utilizza, ognuno pro domo propria, l’immane tragedia umana con accuse e financo improvvide dichiarazioni: caso a dir poco patologico di una certa magistratura quella del GIP che ha convalidato il fermo di due presunti scafisti, tale dottor Ciociola che testualmente definisce la drammatica traversata “viaggi esotici alla volta di Crotone” (sic!).
Le forze politiche, in primis la maggioranza di Governo e la sua Presidente Meloni e quindi anche le opposizioni dovrebbero concentrarsi in questa fase, oltre che ad assistere i superstiti, soprattutto i minori senza identità o rimasti soli, e le famiglie delle vittime, ad attuare i dovuti e necessari accertamenti volti a trovare possibili omissioni e responsabilità. Per accertare cosa sia successo veramente la notte tra sabato e domenica, cioè dal momento in cui Frontex ebbe ad avvistare la barca dei migranti e quello in cui la stessa si è schiantata contro la secca a pochi metri dalla costa .

Credo che la via maestra l’abbia tracciata il Presidente Mattarella, ancora una volta, con la visita e l’omaggio alla camera ardente e con il sottinteso invito a che almeno in questo frangente e in questa fase tutti pensassero a celebrare il lutto con il silenzio. Purtroppo un cupo silenzio c’è e aleggia nell’indifferenza totale, sia nel nostro Paese, ma soprattutto e colpevolmente in Europa, nei Paesi sulla rotta dei migranti e che ne impediscono l’approdo e in misura rilevante da parte di Germania e Francia che egoisticamente e per opportunismo tacciono e si limitano a formali dichiarazioni di solidarietà e partecipazione. E cioè che dietro le stragi dei migranti c’è un convitato di pietra: il premier turco il “sultano” Erdogan pagato profumatamente dall’ U.E., misura palesemente fallita, per gestire i flussi di disperati provenienti dall’Asia, in larghissima maggioranza rifugiati politici e ora anche in fuga dal devastante terremoto.
Sarebbe sufficiente una ricognizione in Turchia, come del resto in Libia, per verificare la situazione dei migranti in attesa di partire e trovare gli scafisti lungo le coste e accertare la tolleranza, la connivenza e l’interesse dei due governi certamente non democratici. Appare urgente, a questo punto, una iniziativa politica da parte del Governo e del Parlamento possibilmente unitariamente (chimera con questa classe politica?) sia a livello diplomatico, sia soprattutto nei confronti dell’Europa che deve cessare ogni atteggiamento opportunistico e pilatesco.
