Piano Neutalia, a Busto la maggioranza si allarga. Falcone: «Le banche ci stanno»

BUSTO ARSIZIO – Primo round senza sorprese per Neutalia: il piano industriale passa in commissione bilancio. Con una maggioranza blindata, come preannunciato, anzi di più. A favore del piano che prolunga almeno fino al 2047 la vita dell’inceneritore di Borsano, infatti, si esprimono tutti i gruppi del centrodestra di governo, ma anche Gigi Farioli di Popolo Riforme e Libertà, mentre le restanti opposizioni si sono divise tra il voto contrario del “No Inceneritore” Emanuele Fiore e le astensioni di PD, Progetto in comune e Busto al Centro. Ora il piano è atteso in consiglio comunale, nella seduta convocata per il 13 luglio.

La relazione

Rispetto ai toni aspri del confronto in corso a Legnano, in sala esagonale il dibattito non ha fatto registrare particolari scintille. Il presidente di Neutalia Michele Falcone si è preso la scena per quasi un’ora, illustrando dettagliatamente le scelte del piano industriale di sviluppo. A partire da quella dello “scenario 2”, che rimanda a valutazioni future interventi importanti (che “cuberebbero” in tutto 26 milioni di euro di investimenti) come quelli sugli impianti di recupero dei materiali tessili e dei pannolini. È uno scenario incrementabile – chiarisce Falcone – che mantiene gli impegni a non aumentare la capacità di termovalorizzare e ad essere focalizzati sul territorio di riferimento d’area vasta di Neutalia. I due impianti avrebbero intercettato rifiuti ben oltre quest’area. Dal punto di vista della sostenibilità economica del piano, Falcone non ha lasciato dubbi: Ci stiamo finanziando con equity, finanziamento soci e debito. Per coprire gli oltre 81 milioni di euro investimenti pianificati per i prossimi quattro anni (sui 111 del piano nel suo complesso) serviranno 52,7 milioni di euro dalle banche e 28,5 dai tre soci – il 65% e il 35% della provvista finanziaria – di cui 9,5 milioni da Agesp. Non abbiamo stipulato alcun contratto ma per dare credibilità a questa operazione finanziaria abbiamo verificato se il piano è bancabile con una procedura ad evidenza pubblica. La risposta è stata che il project è bancabile e gli istituti di credito sono pronti a procedere.

I dubbi delle opposizioni

Emanuele Fiore (gruppo misto) ribadisce che il piano «dal punto di vista della salute non dice niente» e torna a chiedere «il completamento dell’indagine epidemiologica, i cui risultati andavano analizzati prima di pensare ad investimenti così ingenti». Cinzia Berutti (PD) teme gli «effetti a lungo andare della permanenza dell’impianto sullo stesso territorio» e sostiene che «il Comune avrebbe potuto utilizzare i soldi incassati con l’affitto del terreno per finanziare un’indagine epidemiologica». E se anche per Gianluca Castiglioni (BaC) «non si può prescindere dalle indagini sull’impatto sulla salute», Santo Cascio (PiC) denuncia «la contraddizione tra la prevista crescita della raccolta differenziata e la necessità dell’inceneritore di bruciare la stessa quantità di rifiuti». Gigi Farioli (Prl) invece ricorda «il coraggio» dell’operazione che ha portato alla transizione da Accam a Neutalia (di cui da assessore fu protagonista), auspicando non solo che il piano sia «ambizioso ma non velleitario», ma anche che Neutalia, da agenzia ambientale territoriale, possa diventare «un riferimento anche sul fronte dell’energia e delle rinnovabili».

Le risposte

Dai banchi della maggioranza intervengono solo due consiglieri della Lista Antonelli, il delegato alle partecipate Roberto Ghidotti che ricorda a Fiore che «l’indagine epidemiologica non chiarì se l’impatto negativo era dovuto alle emissioni di Accam piuttosto che delle caldaie, del traffico veicolare o di Malpensa» e il capogruppo Marco Lanza che non nasconde «qualche perplessità, dovuta però al fatto che il piano è complesso». Ai dubbi politici risponde in prima persona il sindaco Emanuele Antonelli. Che sull’indagine epidemiologica chiarisce che «non c’è stato nessun diniego al professor Crosignani, sarò io a consegnargli le linee di indagine. Purtroppo le Ats sono in ritardo con l’indagine». E che a Berutti ribatte: «Non è vero che a lungo andare ci saranno danni: ci sarebbero stati se avessimo dovuto chiudere perché non avevamo nemmeno i soldi per la bonifica. Sono giunte rassicurazioni quando in fase di “due diligence” le tre società hanno fatto le verifiche sull’inquinamento dei terreni: ne deduco che, se quando c’erano meno restrizioni non si è verificato inquinamento, non vedo questo pericolo. Anzi, siamo molto al di sotto dei limiti di legge delle emissioni». Sul tema occupazionale, sollevato da Castiglioni (BaC), Antonelli fa notare che «i dipendenti non potranno che aumentare: ne abbiamo preservati 28 con l’operazione Neutalia, ora sono già 50 e in previsione ne assumeranno altri 15. Posso dire che di questa operazione vado fiero». Sull’aspetto finanziario, ai dubbi della Dem Berutti, il sindaco replica in modo fermo: «Non facciamo operazioni senza copertura, con la vendita di Agesp Energia potrebbero entrare capitali che investiremo in asset come Neutalia e il forno crematorio. Possiamo sostenere questo investimento, non è sprovveduto. Anche se comunque non ci fa dormire sonni tranquilli». L’esperienza della crisi del gas che ha travolto Agesp Energia insegna.

Comanderà Cap? «Non è previsto»

Sul ruolo futuro di Agesp e Amga in Neutalia a fianco di un socio forte e finanziariamente solido come Cap Holding è invece il presidente Falcone a rassicurare: «Questa è una società in house che si basa su un patto tra tre soci, non ci sono soci di maggioranza e minoranza. Patto che prevede che un aumento di capitale si può operare solo con una maggioranza qualificata di almeno il 75% e che in caso di mutualità ci debba essere l’accordo tra i soci. Non esiste la possibilità che un manager possa fare quello che vuole senza l’accordo dei soci».

busto arsizio neutalia commissione – MALPENSA24
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