Famigli d’Italia: il fido ad Arianna

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Giorgia e Arianna Meloni

di Massimo Lodi

Arianna Meloni ha qualità politica, l’esprime da anni, le sarebbero potuti toccare ruoli di rilievo dentro e fuori il partito di cui la sorella è leader. Dunque carte in regola per la promozione al vertice della segreteria di Fratelli d’Italia. Ne ha requisiti, facoltà, imprimatur storico. Però non è tutto qui. Non gira così bene. Non manca l’imbarazzo oggettivo. Che mette a disagio la concorrenza interna a Giorgia e lascia stupiti gli esterni.

Ovvero. Legittimi nomina, poteri, virata strategica: rafforzare la cerchia fiduciaria, centralizzando il partito in vista d’un ostico autunno istituzionale e d’una tosta primavera elettorale. Ma discutibile/inopportuna la scelta della congiunta, per di più moglie del ministro dell’Agricoltura Lollobrigida. Un film ch’era meglio non vedere, nell’interesse di Chigi e del Paese. Perché le critiche han già cominciato a piovere e pioveranno: eccesso personalistico, strappo di tendenza monarchica, sottovalutazione del graffio da eventuale sbeffeggio. Cioè: siamo in presenza dell’avvento d’una sorta di Famigli d’Italia?

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Massimo Lodi

È singolare l’infilarsi nel trappolone mediatico-politico. Segnala l’esigenza/l’obbligo della presidente del Consiglio di far rapido argine al crescere oggettivo delle difficoltà. Procurate dagli alleati (si pensi alla concorrenza ruvida di Salvini e morbida di Tajani sul caso del generale Vannacci) sia dagli oppositori (perfino l’incertissima Schlein riesce a intestarsi, circa migranti e Ong, una polemica sul “reato di solidarietà”). Inoltre le sbandate dialettiche della corte FdI, come l’ultima dell’immaginifico Lollo sui poveri che mangiano meglio dei ricchi, non inducono certo alla tranquillità, specialmente in vista d’una legge finanziaria già battezzata “di manica stretta” dal ministro Giorgetti: non ci sono soldi bastevoli a contenere ogni sussulto propagandistico. 

In un tale scenario, Giorgia si arrocca. Ma il ricorso agli affetti di casa, per quanto provvisti di competenza, denunzia un affanno sorprendente. Quasi che, dopo un anno di governo, lei per prima dubiti di sé medesima e non veda di meglio che la metamorfosi del Partito della nazione in Partito della fazione per arginare lo sfarinamento del consenso. Tanto da alimentare voci su un clamoroso/pilotato crash di legislatura con ritorno alle urne nel maggio ‘24, accorpando elezioni europee ed elezioni politiche.

Regalo migliore non si aspettavano Lega e Forza Italia, felici dell’imprevista novità. “Il mondo al contrario” non è solo quello dell’ex comandante della Folgore: paracadutarvisi dentro succede anche a chi è volato talmente su da non scorgere più con nitidezza l’orizzonte di giù, dove viene richiesto di stare con i piedi per terra. Soprattutto ad Arianna, cui tocca l’onere d’un gravoso fido.

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