SARONNO – Condannata a 3 anni e 8 mesi in primo grado all’ex contabile infedele del Teatro Giuditta Pasta di Saronno, accusata prima di peculato e poi di autoriciclaggio nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dal pubblico ministero della Procura di Busto Arsizio Nadia Calcaterra (nella foto rotonda in apertura). I giudici del Tribunale di Busto Arsizio hanno pronunciato ieri, giovedì 10 settembre, la sentenza, disponendo anche la confisca di beni per un valore di circa 900mila euro, somma che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stata sottratta negli anni alla collettività.
L’indagine
L’inchiesta era partita nell’ottobre 2024, dopo la denuncia presentata dal presidente della Fondazione che gestisce il Teatro Giuditta Pasta, ente finanziato in via esclusiva dal Comune di Saronno. I primi sospetti erano emersi quando la Fondazione aveva chiesto un finanziamento bancario, che era stato negato dall’istituto di credito proprio a causa delle condizioni considerate particolarmente critiche dei conti dell’ente. Da qui erano scattati gli approfondimenti della Guardia di finanza, che hanno portato a una ricostruzione degli ammanchi molto più consistente rispetto a quella inizialmente emersa.
I soldi sottratti
Secondo l’accusa, la contabile avrebbe sfruttato il ruolo ricoperto e l’esperienza maturata all’interno della Fondazione per appropriarsi di risorse finanziarie dell’ente pubblico, sulle quali aveva ampia disponibilità per ragioni di servizio. Gli investigatori hanno effettuato una capillare analisi dei conti correnti e delle movimentazioni finanziarie, mettendole a confronto con la documentazione relativa agli incassi della biglietteria. Gli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire un importo complessivo del presunto reato nettamente superiore a quello indicato nella denuncia iniziale.
Gli acquisti con la carta
Tra gli episodi contestati anche una serie di acquisti personali effettuati, secondo l’accusa, attraverso alcuni marketplace e applicazioni dedicate allo shopping utilizzando la carta aziendale. Nel dettaglio, sarebbero circa 350mila euro le somme sottratte dalla cassa della biglietteria, 7.200 euro quelle relative all’incasso di assegni bancari e circa 82mila euro i prelievi effettuati allo sportello attraverso la carta aziendale.
Saronno, via 440mila euro dai conti del teatro. Denunciata contabile infedele
