VALCUVIA – Patteggia a 2 anni e 4 mesi, e per il momento resta in carcere, il 26enne italiano finito a processo insieme a un complice per due tentate rapine che risalgono a una sera dello scorso febbraio. Fatti che crearono scompiglio e preoccupazione in due ristoranti della Valcuvia, anche se alla fine la coppia di malviventi fu costretta alla fuga senza i soldi degli incassi dei due locali.
La sentenza
Il Tribunale di Varese ha accolto la proposta formulata dalla difesa del giovane, incensurato prima dei fatti di febbraio, e dal pubblico ministero. Il giudice ha inoltre disposto un anno di libertà vigilata, a fine pena, e ha fissato una nuova udienza per valutare la richiesta di sostituire la detenzione in carcere con i domiciliari.
Il palo e l’uomo armato
Quella sera di febbraio l’uomo era rimasto in macchina, a Rancio e a Cittiglio, i luoghi delle rapine poi fallite, per fare il palo. Per l’accusa fu il complice, un romeno classe 1991, a entrare armato di roncola nei due ristoranti, e a scappare in entrambi i casi davanti alla reazione di gestori e camerieri.
Le telecamere e l’altro processo
Dopo alcuni mesi di indagini, condotte dai carabinieri di Luino, la coppia fu individuata, anche grazie alle immagini delle telecamere. Ad ogni modo l’imputato straniero, a sua volta detenuto, ha negato di aver preso parte agli avvenimenti. Tornerà in aula a fine mese per l’inizio del dibattimento. Il suo legale ha chiesto una perizia psichiatrica per accertare la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti.
