di Andrea Minchella
VISTO
NAPOLEON, di Ridley Scott (Stati Uniti- Regno Unito 2023, 158 min.)..
La semplificazione non è sempre un danno. Anzi. Alcuni personaggi storici, complessi e mai abbastanza studiati e conosciuti, si prestano perfettamente ad una narrazione semplice e lineare, per far meglio apprezzare la grandezza della loro vita e delle loro imprese. Per la conoscenza e l’analisi dei dettagli di una vita intera e delle influenze che un evento o un protagonista della Storia ha avuto sul mondo, ci sono i libri, migliaia, che vengono scritti continuamente da storici e biografi.
Ridley Scott, che è molto bravo a trasformare le gesta di un combattente romano o di una famiglia dell’alta moda in pellicole cariche di drammaticità cinematografica e di potenza scenica uniche e sempre più rare, decide di raccontarci la lunghissima e quasi schizofrenica esistenza di Napoleone Bonaparte. Molte produzioni, negli anni, hanno cercato di trasformare in “fiction” le gesta dell’ultimo vero condottiero che il mondo abbia mai conosciuto, ma sempre con risultati abbastanza deludenti. Diventava molto difficile inserire in un’unica storia l’enorme quantità di fatti ed eventi legati alla enigmatica e intricata figura di Napoleone. Scott, invece, elabora in 150 minuti una quasi perfetta linea narrativa che riesce a dare ad ogni tipo di pubblico una chiara e didascalica immagine di quello che fu l’Imperatore, il militare e l’uomo.
Qualche storico, sicuramente, storcerà il naso, ma Ridley Scott non è uno storico. Scott è un brillante regista di 85 anni che ha il compito di mettere in scena una storia tratteggiandone gli aspetti più drammatici e scenografici per arrivare al più alto numero di spettatori. Le sfumature al regista inglese non interessano. Napoleone ci viene restituito nella sua grandezza e nella sua fragilità, nella sua implacabile capacità militare e nella sua arroganza solitaria. “Napoleon” racchiude con equilibrio una vita piena di sfaccettature che hanno reso immortale il condottiero francese. Leggende e fatti storici si intrecciano, con ordine, dando vita ad una avvincente cronistoria di un personaggio più moderno e innovativo di tanti protagonisti della storia contemporanea. Scott riesce a scolpire su pellicola tutto quello che è necessario sapere di Napoleone. Sia della sua vita pubblica sia della sua vita privata. Il continuo cambio di passo e di ambientazione, dai campi di battaglia alle stanze private dove l’Imperatore viveva con la sua amata Giuseppina, fornisce alla vicenda un ritmo vivace ed efficace che non permette mai allo spettatore di perdere l’attenzione. Ogni evento viene inserito in un filo narrativo sottile ma resistente e ben delineato.
Scott costruisce il suo ritratto addosso al gigantesco Joaquin Phoenix. L’attore statunitense riesce perfettamente a prendere le sembianze, non solo fisiche, del protagonista. Ogni smorfia, ogni sguardo, ogni cenno, ci rimanda alla figura eccentrica e assoluta di Napoleone. Phoenix e l’Imperatore, ad un certo punto della pellicola, diventano la stessa persona colmando definitivamente la nostra memoria fotografica con il volto dell’attore americano al posto dell’iconografia infinita sul condottiero francese. Poco importa se, a volte, il volto di Joaquin Phoenix ci rimanda istintivamente al Joker di qualche anno fa. Probabilmente la dose di follia e di romanticismo del pazzo di Gotham City non è poi così lontana da quella del grande Imperatore.
Sparisce quasi tutto il cast, anche la bravissima Vanessa Kirby, a favore di una presenza scenica di Phoenix straripante e di una costruzione scenica, soprattutto delle battaglie più importanti, che Scott realizza con raffinata maestria. Ci sembra di essere anche noi in mezzo alla tempesta di uomini, cavalli, cannoni e armi che avvolgono completamente le sequenze più imponenti. Per poi tornare nel silenzio assordante di una intimità difficile e malinconica che Napoleone sembra costretto a vivere in cambio del successo assoluto e indiscusso in politica e in guerra. Il rapporto con Giuseppina è pieno di amore e di rancore, di gioia e di angoscia. L’impossibilità di Giuseppina di dare un erede a Napoleone diventerà una ferita inguaribile che l’Imperatore si porterà con sé per tutta la vita.
La velocità con cui si chiude il film è la stessa rapidità con cui gli eventi trasformeranno Napoleone dall’Imperatore e condottiero più temuto dell’universo ad un solo e rancoroso uomo rilegato su un’isola situata ai confini del mondo.
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RIVISTO
I VESTITI NUOVI DELL’IMPERATORE, di Alan Taylor (The Emperor’s New Clothes, Italia- Regno Unito- Germania 2001, 107 min.).
Un interessante e originale modo di raccontare l’ultimo grande condottiero che l’Europa conobbe. Con il linguaggio della fiaba e l’elemento fantastico, ci viene raccontata la complessa e variegata personalità di Napoleone.
Un piccolo gioiello che riesce perfettamente a disegnare ed inventare un percorso inedito e poetico, costringendo il pubblico ad un viaggio unico nelle vicende di un grande uomo tanto moderno quanto immortale.
