BUSTO ARSIZIO – Guarda anche quest’anno alla Pace il Presepe degli Amici di San Giuseppe nel Parco per la Vita di viale Stelvio. È stato inaugurato questa mattina, 8 dicembre, con la benedizione del parroco don Giuseppe Tedesco, alla presenza del sindaco Emanuele Antonelli, delle autorità cittadine e dei volontari che lo hanno realizzato. Ma quest’anno gli “Amici” rivolgono anche un’altra preghiera: quella per il ricambio generazionale dell’associazione. «Vorremmo avvicinare i giovani» l’auspicio di Mario Cislaghi, che sveste i panni di assessore per mettere quelli di responsabile degli Amici di San Giuseppe.
La benedizione
Al Parco per la Vita con il parroco, il sindaco e Cislaghi, c’erano anche la presidente del consiglio comunale Laura Rogora e il consigliere comunale Orazio Tallarida, oltre ad una nutrita delegazione degli Amici di San Giuseppe, che si sono impegnati anche quest’anno per concretizzare quello che don Giuseppe definisce «un segnale di speranza». Rivolto in primis ai tanti che passano da viale Stelvio perché sono diretti all’ospedale. E nella parrocchia di Busto che più di tutte è stata in prima linea nell’accoglienza dei profughi ucraini, non poteva che essere rinnovato l’appello per la Pace. Impresso all’interno della capanna della Natività con parole chiare (“La Pace è una casa. La casa di tutti“) ma espresso a parole anche da don Giuseppe Tedesco. «Pace tra le persone e pace tra i popoli. Perché i conflitti stanno sempre più degenerando e crescendo. Ma non solo con le armi, anche con le parole, nelle famiglie, tra le persone».

L’appello degli “Amici”
Ormai è una tradizione consolidata, e ogni anno il suggestivo Presepe con le statuine di ferro si allarga: stavolta a lato della capanna c’è lo “stabiello” per le pecorelle. «Siamo fortunati perché gli Amici di San Giuseppe sono sempre presenti e numerosi – ammette Mario Cislaghi, che è il motore del gruppo dei volontari della parrocchia – questo è il nostro Parco, la nostra “casa” dove svolgiamo le nostre iniziative, e ci teniamo a continuare questa tradizione rinnovandola e migliorandola sempre». Ma quest’anno l’occasione diventa proficua anche per «ragionare su come andare oltre gli Amici di San Giuseppe e far diventare le iniziative sempre più di tutta la comunità», come sottolinea Cislaghi. «Purtroppo ci sono sempre meno giovani che si avvicinano alle tradizioni e al volontariato, un problema che condividiamo con tante associazioni e che è emerso anche a Varese alla premiazione del Sole d’Oro. Dobbiamo pensare come attirarli, per questo da questo Presepe mandiamo un segnale al quartiere: coinvolgiamo l’intera comunità».

