VARESE – Habemus Cal, con Raffale Simone, candidatura civica che viene eletto per i Comuni sotto i 5 mila abitanti e con Giuseppe Iocca che resta al palo con i voti dei cinque consiglieri di minoranza. Si chiude così la votazione più lunga della storia, manco si trattasse del presidente della Repubblica. Anche se l’esito finale ha comunque una lettura politica da non sottovalutare: a Villa Recalcati Lega all’angolo e civici che dentro la maggioranza fanno sentire il proprio peso.
Il voto del Cal
Non tanto sulla poltrona in sé. La questione Cal però era interessante per capire quale asse politico guida Recalcati. Tanto che l’accordo Centrodestra Pd salta in maniera evidente. Lo dicono i numeri: Iocca, candidato del centrodestra incassa i voti di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, mentre Raffaele Simone, sindaco di Azzate incassa quelli del PD, di Italia Viva e dei quattro consiglieri civici. Partita finita?
Il prossimo round
Assolutamente no. Poiché quanto detto dal voto potrebbe essere smentito dalla scelta di Raffaele Simone. Almeno secondo quanto dice il segretario provinciale della Lega Andrea Cassani. Parole inequivocabili quelli del leader leghista: «Nonostante l’accordo preso con il segretario provinciale Alice Bernardoni il gruppo consigliare del Pd ha dato un segnale disattendendo quanto deciso dal partito e nonostante Simone mi abbia chiesto di non essere votato e abbia già garantito che non accetterà l’incarico. Occorre anche dire che su una votazione di poco peso emerge un problema interno al Partito democratico che si trova un segretario che non riesce a far rispettare gli accordi. Forse perché chi decide nel PD è il sindaco di Varese».
Stefano Bellaria e la doppia astensione
Sul sindaco rappresentante dei Comuni sopra i 5 mila abitanti passa, com’era negli accordi, Stefano Bellaria. Il primo cittadino di Somma Lombardo, su 16 voti a disposizione ne incassa 14 a favore. Due gli astenuti, che non cambiano la sostanza.
Passa anche il bilancio
Il bilancio di previsione passa anche in Consiglio. «Ma non con il voto di Fratelli d’Italia», dichiara Marco Colombo, «poiché questo bilancio contiene anche soldi stanziati dall’amministrazione precedente e non è corretto non tenerne conto e far passare tutto come se fosse merito di chi amministra da qualche mese».
Uno in più in maggioranza. Ma non si vede
Pollice verso anche della Lega che conferma il voto contrario dei 15 sindaci del Carroccio in assemblea (solo Castiglione Olona si è astenuto). Sergio Ghiringhelli punta il dito sulla poca partecipazione: «Non è una nota polemica – dice – però all’ultima assemblea c’erano poco più di 70 sindaci, ovvero poco più della meta dei Comuni della nostra provincia». Alla conta sono 5 i contrari con 11 i voti o a favori. Con un assenza (per non rimarcare la spaccatura in Forza Italia? Forse) del forzista Chicco Vettori.
