Sparatoria di Arcisate, l’aggressore sui social: «Attenti, o quello che vi sdraia lo trovate»

ARCISATE – Quando il 23enne autore del tentato omicidio avvenuto intorno alle 23.15 di venerdì 5 gennaio in via Roma ad Arcisate si è costituito, i carabinieri avevano già individuato attraverso le telecamere una la sua auto, una Fiat 500 bianca, e perquisito l’abitazione di Cuasso al Monte dove vive trovando due cartucce identiche a quella sparata in via Roma che ha ferito in modo grave un 25enne colpendolo al fianco destro.

L’incendio alla Eco S.e.i.b

La 500, intestata a una società svizzera di noleggio auto, era già stata fermata per controlli a dicembre e il 4 gennaio scorso: i carabinieri sapevano, dunque, chi c’era alla guida. Un volto tra l’altro notissimo: a marzo il giovane era stato condannato in primo grado a 3 anni e 10 mesi per l’incendio doloso che, nel marzo 2022, sempre ad Arcisate distrusse 10 mezzi della Eco S.e.i.b.

Voleva uccidere

Il fermo a carico del giovane, assistito dall’avvocato Corrado Viazzo, è già stato convalidato: per il 23enne è stata disposta la custodia cautelare in carcere. L’accusa è di tentato omicidio: il Pm non ha dubbi sulla volontà del ragazzo di uccidere il 25enne. Sia per lo strumento utilizzato, un fucile da caccia, sia perché ha mirato ad una zona vitale. Il 23enne viene descritto come aggressivo, spregiudicato e noncurante delle regole e delle eventuali conseguenze. Sulla decisione di detenerlo in carcere ha pesato anche la convinzione da parte dei magistrati dell’esistenza di un concreto pericolo di fuga.

Lite per una ragazza?

Le ragioni della follia andata in scena in pieno centro abitato la vigilia dell’Epifania sono in corso di ricostruzione. I due ragazzi avrebbero avuto un diverbio all’interno di un bar, forse per una ragazza, ma la circostanza è da chiarire. Due amiche della vittima hanno riferito che il 25enne aveva smarrito il cellulare dopo aver litigato con un coetaneo, forse proprio l’aggressore. Certo è che la Fiat 500 del 23enne è stata intercettata dalle telecamere poco prima della sparatoria, al momento dell’aggressione nella zona in cui questa si è verificata, e pochi minuti dopo “in fuga” verso Viggiù.

Il post agghiacciante

Agghiacciante quanto postato alle 2.30 di ieri, sabato 6 gennaio, su un profilo social del 23enne: “Ricordatevi sempre con chi avete a che fare, che quello che vi sdraia lo trovate“. Il post è poi stato rimosso. Il giovane ha alle spalle, tra l’altro, una lunga serie di precedenti tra i quali, oltre all’arresto per l’incendio appiccato forse per vendetta ai mezzi della Eco S.e.i.b, anche un secondo arresto, nel luglio 2022. Il giovane per evitare un controllo da parte dei carabinieri aveva causato un incidente durante la fuga senza fermarsi e finendo per essere bloccato dopo un inseguimento. Addosso gli erano stati trovati scacciacani senza bollino rosso, un coltello e un tubo di ferro lungo 47 centimetri. Era stato arrestato per resistenza.

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