La leggenda rivive con la Gioeubia. A Oggiona il falò che scaccia le paure

Falò Gioeubia Busto Gallarate

di Sarah Zambon

OGGIONA CON SANTO STEFANO – La Pro Loco di Oggiona con Santo Stefano ha presentato il programma 2024 per la tradizionale Festa della Giöbia, appuntamento sempre molto sentito nel Varesotto, nato nella notte dei tempi per scacciare l’inverno e propiziare i raccolti. Invece che nell’ultimo giovedì di gennaio, come da usanza accade in altri comuni, la manifestazione oggionese – patrocinata dal Comune – si terrà domani 20 gennaio a partire dalle 19 nell’area sterrata di piazza Dalla Chiesa. In caso di maltempo, l’evento verrà posticipato a sabato 27.

Menu e programma

I volontari della Pro Loco hanno organizzato un punto d’accoglienza con stand gastronomici che propongono polenta e bruscitt (disponibili anche da asporto, da prenotare telefonando al 335/5485297). Oltre alla novità dell’anno, ovvero dei succulenti panini alla salamella affumicata da accompagnare con il vin brulè. E un tocco di golosità con cioccolata, castagne e dolci per dessert. L’attesissima accensione del falò è prevista per le 21. Per tutta la serata sarà presente il servizio d’ordine a cura della locale sezione della Protezione Civile, anch’essa sempre in prima linea con i suoi volontari, preparati e motivati, a garanzia della sicurezza dei presenti. Il presidente della Pro Loco, Vincenzo Iuzzolino, ringrazia «tutti i volontari che incessantemente anno dopo anno si sono adoperati per tramandare le nostre bellissime usanze popolari. Con il loro impegno, il nostro paese potrà offrire ai bambini e alle loro famiglie una bella serata di divertimento. Ci aspettiamo una partecipazione numerosa e sentita da parte della cittadinanza sia per il gran falò che per la cena agli stand, per incontrare i tanti amici che negli anni ci hanno conosciuto e apprezzato per i nostri eventi».

Perché si brucia la Giöbia

La Festa della Giöbia, il cui nome cambia a seconda dei dialetti delle diverse località in cui si celebra, ha origine precristiana: in varie lingue gallo-italiche (tra cui piemontese, lombardo ed emiliano), i termini Giöbia, Giubiana e le altre parole che ne condividono l’etimo, significano “giovedì” e sono quindi riferibili al dio Giove della mitologia romana. Le sterpaglie che venivano bruciate per scacciare l’inverno assunsero sembianze umane in età medievale, arrivando a raffigurare una vecchia dall’aspetto minaccioso o una strega come personificazione delle forze negative della stagione fredda. Nei comuni in cui la tradizione è sopravvissuta fino a oggi, ogni fine gennaio viene allestito il rogo di un fantoccio di paglia normalmente vestito di tutto punto proprio con abiti da anziana signora: si crede che, bruciandolo nella notte, si favorisca l’arrivo anticipato della primavera.

La leggenda horror

Tra i vari racconti popolari che narrano le gesta della spaventosa e famelica Giöbia, ce n’è uno degno di una pellicola di Wes Craven, il visionario regista delle saghe di “Nightmare” e “Scream”. La leggenda narra di una mamma che, per sottrarre la figlia alle grinfie della strega, mise nella culla al suo posto una bambola riempita di forbici e coltelli. A mezzanotte, la vecchia megera si introdusse furtivamente nella casa e salì le scale fino alla cameretta della bambina: presa dalla fame, ingoiò la bambola in un sol boccone, credendo di essersi assicurata un gustoso spuntino. Le sue urla squarciarono il silenzio della notte e, subito dopo, madre e figlia salirono nella stanza a controllare, trovando il corpo della Giöbia fatto a brandelli dalle lame nascoste nel giocattolo.

oggiona gieoubia leggenza falò – MALPENSA24
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