SOMMA LOMBARDO – L’addizionale Irpef che resta al massimo livello imponibile per tutti e le tariffe dei servizi scolastici che a Somma Lombardo per il 2024 lievitano. «L’assessore all’Istruzione Donata Valenti è riuscita ad aumentare il pre e il post scuola e i centri estivi, mentre il trasporto scolastico viene fatto pagare anche agli alunni delle Rodari costretti ad andare a Maddalena non certo per colpa loro», dice la capogruppo di Fratelli d’Italia, Manuela Scidurlo. «Ha fatto strike».
L’addizionale Irpef
Attraverso due emendamenti presentati durante l’ultimo consiglio comunale, Fratelli d’Italia ha provato a invertire senza successo la rotta. «La maggioranza Bellaria ha ritenuto di confermare anche per l’annualità 2024 l’aliquota comunale all’Irpef nella misura dello 0.8%, che ricordo è il massimo consentito dalla legge», spiega Scidurlo. In base al principio di progressività, tema che dovrebbe stare caro al centrosinistra, Scidurlo ha chiesto di modificare l’imposta a scaglioni, proponendo l’esenzione fino a 10mila euro di reddito, lo 0,65% per i redditi da 10 a 15mila, lo 0,75% fino a 28mila, lo 0,78% fino a 50mila e lo 0,80 oltre i 50mila. L’emendamento, «tecnicamente accettabile» sottilinea la proponente, è stato respinto. «In un bilancio di 30milioni di euro non sono stati capaci di trovarne 180mila per alleggerire la pressione fiscale dei sommesi. Salvo poi avanzare a fine anno 3milioni di euro, pessimo segnale di mancata programmazione».
Il trasporto scolastico
Scidurlo è tornata alla carica anche per chiedere l’esenzione dal pagamento dello scuolabus per gli studenti “dirottati” nei prefabbricati collocati nella frazione di Maddalena in vista della demolizione e della ricostruzione delle primarie Rodari. «Trovo assurdo che queste famiglie debbano pagare il trasporto e trovo ancora più assurdo che proprio in questa fase hanno aumentato per tutti i costi dei servizi scolastici, sulle fasce massime da 30 a 50 euro per il doposcuola, da 450 a 530 per gli asili nido e da 30 a 50 euro per i centri estivi. Fratelli d’Italia vede in questo un’amministrazione non in linea con la politica di servizi alle famiglie volti a favorire un aumento della natalità, che noi invece vogliamo incentivare e sostenere».
