L’ultimo, grande abbraccio a Gigi Riva nella sua Cagliari. C’era anche Leggiuno

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La folla ai funerali di "Rombo di tuono"

CAGLIARI – Il gonfalone di Leggiuno, il paese natale di Gigi Riva, accanto a quello del Cagliari. Un simbolo istituzionale e uno sportivo per l’ultimo saluto, questo pomeriggio 24 gennaio, nella basilica di Bonaria, a Cagliari, al grande calciatore. E il grande uomo, spentosi a 79 anni per un attacco di cuore.

Ad attendere il feretro c’erano, tra gli altri, il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, il presidente del Coni Giovanni Malagò, i rappresentanti della Nazionale di calcio, Gigi Buffon e Fabio Cannavaro, la squadra del Cagliari con l’allenatore Claudio Ranieri e il presidente Tommaso Giulini, un folto gruppo di sindaci in fascia tricolore della Sardegna; con loro il primo cittadino di Leggiuno Giovanni Parmigani. Poi la gente, tanta gente, trentamila persone commosse e riconoscenti. Un immenso abbraccio corale per Riva, un grazie collettivo per la sua storia di uomo e di sportivo, per quanto ha significato per la città e l’intera isola. E per il nostro Paese.

A prendere il feretro in spalla sono stati Buffon, Cannavaro ma anche Giuseppe Tomasini, ex compagno di squadra e amico di una vita, 77 anni, ha voluto fare la sua parte. Gigi Riva sarà sepolto nel cimitero monumentale di Bonaria, in una cappella proprio accanto alla Basilica dove si sono svolti i funerali. Questa volta, cerimonia strettamente privata, riservata quindi ai familiari. La salma del campione azzurro e rossoblù vi è stata trasferita subito dopo la celebrazione della messa.

Il figlio Nicola, primogenito di Gigi e Gianna Tofanari, ha voluto ringraziare tutti: “Ringrazio Mattarella, ringrazio Malagò. Ma voglio dire grazie soprattutto alle persone che ieri e oggi sono venute a rendergli omaggio, al freddo, fino alle 11 di sera, e quando si avvicinavano ci dicevano: ‘È stato un grande uomo’. No: è stato un grande giocatore. E allora io e mio fratello avremmo voluto fare noi le condoglianze a loro. Grazie per averlo amato così tanto.» Per “Rombo di tuono” un affetto smisurato, testimoniato dal coro della folla con un eloquente “Un Gigi Riva, c’è solo un Gigi Riva”. Indimenticabile, inimitabile, irripetibile.

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