BUSTO ARSIZIO – La “cappelletta” dedicata alla Madonna di via Daniele Crespi finisce sommersa dietro a cumuli di rifiuti. «È un luogo di culto da tantissimi anni e vedere che non hanno rispetto mi fa piangere il cuore» il grido di dolore di una cittadina di Busto che si prende cura dell’edicola di Santa Maria Nascente, all’angolo tra via Crespi e piazza Trento e Trieste, in pieno centro a Busto. A nulla è servito un cartello che invita a non abbandonare i sacchi della spazzatura davanti al cancelletto.
Lo sfregio alla “cappelletta”
Dopo l’indecoroso sfregio al Tempio Civico, usato come toilette per un cane, anche l’edicola votiva di via Daniele Crespi finisce vittima dell’inciviltà e dell’indifferenza. Oggi, mercoledì 7 febbraio, era seminascosta dai cumuli di bidoni dell’immondizia e di cartoni lasciati sul marciapiede dalle attività e dai residenti per la raccolta porta a porta dei rifiuti. Senza il minimo rispetto per la presenza di un luogo di culto e di devozione che ha una storia nota di almeno 150 anni. E chi volesse dire una preghiera alla Madonna non poteva far altro che districarsi tra la pattumiera, o aspettare il passaggio dei mezzi della raccolta di Agesp.
L’edicola votiva
L’edicola di Santa Maria Nascente, “Aa Madunina” nella vulgata popolare, si trova sul lato destro del caseggiato che ospita il bar “Taste” e la sede di Fratelli d’Italia, esattamente a ridosso dell’edificio scolastico di piazza Trento e Trieste oggi occupato dalla sede staccata del liceo classico Crespi. Chiusa da un cancello in ferro, all’interno della “Cappelletta” (come la definì negli anni ’80 l’almanacco della Famiglia Bustocca) si trovano un dipinto della Natività di Maria ma anche raffigurazioni della Vergine col Bambino, immagini di santi e della peste del 1630.
