Tariffe disabili, il sindaco di Gallarate: «Aumenti democratici. Ma molti spenderanno meno»

Gallarate tariffe disabili cassani

GALLARATE – «Democratica» è l’aggettivo usato più volte dal sindaco di Gallarate Andrea Cassani questa sera 4 marzo in Commissione Welfare per spiegare la nuova manovra tariffaria che ha modificato le compartecipazioni a carico delle famiglie nel 2024 per i servizi rivolti ai disabili maggiorenni (nella foto in alto un momento di confronto prima dell’inizio della riunione). Perché se qualcuno spenderà di più, «è anche vero che su 33 utenti, 13 spenderanno di meno e 2 uguale a prima». E in ogni caso, «nonostante gli aumenti, circa la metà di loro spenderà comunque meno di quello che percepiscono le loro famiglie dallo Stato» tramite pensione di invalidità e indennità di accompagnamento. Dunque, «Sono compartecipazioni che le famiglie si sono ampiamente permettere». 

I numeri 

Ai numeri, presentati lo scorso martedì in conferenza stampa dal centrosinistra denunciando aumenti che erano stati definiti «oltre la vergogna», Cassani ha risposto stasera con altri numeri. C’è dunque il caso di un disabile che spendeva nel 2023 26.230 euro e ora spenderà 6.858, un altro che passerà da 12.439 a 1.098 euro, un altro ancora da 5.012 a 438 e via a scendere. Questo perché, ha spiegato il primo cittadino, è una manovra a saldo zero, ovvero tanto si spendeva complessivamente lo scorso anno e tanto è la cifra messa a bilancio per il 2024. 

Manovra democratica 

Più semplicemente, «ci siamo resi conto che c’erano compartecipazioni non congruenti e abbiamo messo in atto dei correttivi con una manovra che di certo non sarà perfetta, ma riteniamo possa essere utile per dare un servizio più equo per tutti quanti e ampliare la platea di persone che possono accedere al contributo». Senza entrare nel merito, l’amministrazione ha fatto capire che tra gli aumenti monstre denunciati dal Pd e dagli alleati si celavano delle storture, come per esempio il caso di una persona (e non è la sola) a cui viene garantita la compartecipazione per la degenza in una struttura h24, ma anche in un centro diurno e persino il trasporto da un luogo all’altro. «Vi sembra eticamente corretto, considerando che per sostenere un doppio servizio c’è chi rimane escluso dai contributi comunali?», ha domandato il sindaco.  Secondo le opposizioni, che hanno chiesto senza successo di modificare l’algoritmo, insieme ai casi limite sono state però toccate anche diverse famiglie normali. Il primo cittadino si è detto disponibile a valutare ogni singolo caso e «Laddove la famiglia fosse in oggettiva difficoltà, il Comune farà la propria parte. In strada, è evidente, non lasceremo nessuno». 

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