Il No alla violenza di genere passa anche dai supermercati. La mostra a Somma

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SOMMA LOMBARDO – L’impegno volto a sensibilizzare contro la violenza sulle donne passa anche dai supermercati. Succederà a Somma Lombardo, al Gigante, con l’opening della mostra “I muri del silenzio” ideata dalla fotografa Mjriam Bon. Progetto realizzato con il supporto dell’atleta paralimpica e senatrice Giusy Versace, oltre al patrocinio del Comune. L’inaugurazione è prevista per venerdì 5 aprile, alle 10 con un momento di incontro moderato da Sarah Maestri. Mentre l’esposizione sarà visibile al pubblico fino al 21 aprile, tutti i giorni negli orari di apertura del centro.

Obiettivi del progetto

Il progetto fotografico è nato con l’intento di sensibilizzare sul tema della violenza contro le donne: fisica, psicologica, economica o verbale. Argomento che coinvolge sempre più persone. I giovani soprattutto hanno partecipato attivamente agli ultimi incontri e si sono dimostrati attenti e sensibili ai molti fenomeni di violenza, tra cui anche il bullismo e il cyberbullismo.

I volti della mostra

L’installazione è composta da una serie di ritratti fotografici in bianco e nero colti nell’atto di coprirsi gli occhi, le orecchie e la bocca. Come le sanzaru, le tre scimmie sagge della tradizione giapponese. Una forma di protesta e denuncia verso chi fa finta di non vedere, non sentire e non parlare. Protagonisti degli scatti sono alcune celebrità del mondo dello spettacolo, della musica, dello sport e della politica, ma anche volti di persone comuni. Come Lorella Cuccarini, Alberto Matano, Sergio Friscia e Maria Grazia Cucinotta. Ma anche Pinky, una donna che ha rischiato di morire quando il marito le ha dato fuoco nel 2015, davanti agli occhi dei suoi due figli. Però ha denunciato, tornando a vivere. E oggi testimonia la sua terribile esperienza per aiutare altre donne. Si unisce al progetto prestando il suo volto anche l’attrice italiana Sarah Maestri, nota al pubblico per il film “Notte prima degli esami” e molte fiction. Da anni impegnata nel sociale partecipa attivamente a numerose attività dedite a contrastare la povertà educativa e la violenza di genere. Ad arricchire le pareti dello spazio che ospiterà la mostra i disegni a quattro mani di Utopia, due donne architetto che hanno deciso di unirsi al progetto.

Il tour e il sostegno del Gigante

I ritratti di Mjriam Bon in mostra fanno parte di un percorso inaugurato nel 2019 con la prima esposizione fotografica nelle sale di palazzo Mancuso a Roma, nella camera dei Deputati. E poi: Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli a Milano, il monastero di Cairate, l’Orangerie della Villa Reale di Monza, fino all’inedito e suggestivo flash mob sul Canal Grande a Venezia e la successiva mostra di 18 immagini nella Domus Civica, 4 vetrine affacciate sulla strada, e il plein air a San Raffaele Alto.
La catena dei centri commerciali Il Gigante ha sposato questo progetto ritenendo doveroso tenere i riflettori sempre accesi su questo argomento, così delicato e attuale. E la direzione ha deciso di devolvere una cifra simbolica a tappa, a sostegno dei progetti dell’associazione Scarpetta Rossa.

Sensibilizzare

«Dare continuità a questo progetto, che gira l’Italia dal 2019, è per me molto importante. Sono sicura che grazie al forte potere di denuncia della fotografia, attraverso questa mostra ora nei centri commerciali dove passano centinaia di persone ogni giorno, si possa sensibilizzare cercando di abbattere l’omertà e la paura che circondano queste violenze», le parole di Bon. «Questo progetto è un prezioso strumento per tenere i riflettori accesi sul tema tutto l’anno e vorrei presentarlo anche nelle scuole, per educare i giovani, gli uomini di domani, al rispetto e alla non violenza», aggiunge Versace. «Siamo lieti di essere stati scelti come charity partner della mostra, ogni manifestazione pubblica la consideriamo una potenziale possibilità di venire a contatto con una donna che possa aver bisogno del nostro aiuto», conclude il responsabile Progetti e Sviluppo della Scarpetta Rossa, Gualtiero Nicolini.
Con questa mostra si vuole invitare tutti e soprattutto i giovani a rompere i muri del silenzio, a non adeguarsi alle logiche del più forte, ad andare contro il compromesso per non aderire all’indifferenza che legittima i cattivi comportamenti e incentiva il perdurare di gesti sbagliati.

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