Gallarate riscopre la bachicoltura. Tra tradizioni e nuove sfide

Gallarate baco da seta

GALLARATE  C’è stato un tempo, agli albori dell’industrializzazione, in cui il distretto di Gallarate eccelleva a livello lombardo e nazionale nella produzione di bozzoli di seta grazie alla spiccata operosità e capacità imprenditoriale dei suoi abitanti. Le piante di gelso erano un elemento caratteristico del paesaggio e l’allevamento dei bachi da seta rappresentava, per molte famiglie, un irrinunciabile reddito integrativo. Questo glorioso passato è tuttavia un fenomeno poco studiato e narrato: vi è infatti un patrimonio culturale sommerso che ha molto da raccontare sulla Città di Gallarate e non solo. Per questa ragione la Società Gallaratese per gli Studi Patri, che dal 1896 promuove lo studio e la valorizzazione del territorio, ha organizzato con la Società Agricola Mooroon una mattinata di studio sulla gelsibachicoltura: sabato 29 giugno dalle 9.30 alle 12.30, al museo di via Borgo Antico, si alterneranno ospiti di grande rilievo con approfondimenti su aspetti storici, culturali, paesaggistici ed economici.

L’incontro 

Dopo i saluti istituzionali, interverrà il professor Pietro Cafaro, già Direttore del Dipartimento di Storia moderna e contemporanea e docente di Storia economica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, per approfondire gli aspetti economici della bachicoltura nella prima fase di industrializzazione del territorio gallaratese.
Massimo Palazzi e Matteo Scaltritti della Società Gallaratese per gli Studi Patri presenteranno  il Manualetto popolare di bachicoltura scritto da Ercole Ferrario ed illustreranno i risvolti paesaggistici dei gelsi e della gelsibachicoltura.
Silvia Cappellozza, direttrice del CREA-AA Laboratorio di gelsibachicoltura di Padova (punto di riferimento nazionale per la filiera e la ricerca del settore di cui sono ricorsi recentemente i 100 anni dalla fondazione), darà all’evento cittadino un respiro nazionale ed europeo con la presentazione delle attività del Laboratorio e di ARACNE, un progetto finanziato dall’Unione Europea che si pone l’obiettivo di inventariare il patrimonio della sericoltura per poterlo conoscere e salvaguardare.
Ester Praderio e Cesare Coppe raconteranno la sfida del recupero della bachicoltura a partire dall’esperienza della Società Agricola Mooroon, un’azienda agricola che nel 2021 ha avviato le proprie attività con la messa a dimora di circa mille piante di gelso a Gallarate, con l’intento di tornare a produrre seta 100% Made in Italy e certificata biologica in città.
Al termine della mattinata sarà possibile vedere i bachi da seta vivi, conoscere il loro ciclo di vita  ed effettuare una prova di trattura della seta con attrezzi tradizionali. L’ingresso è libero.

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Gallarate baco da seta – MALPENSA24
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