GALLARATE – Sono due le realtà che hanno partecipato all’indagine conoscitiva preliminare per la gestione dell’ex asilo di Cedrate. Si tratta della cooperativa Iris e della cooperativa Solidarietà e Servizi. Entrambe ben note in ambito sociale, rispondono ai requisiti richiesti nel bando indetto per riadattare gli spazi vuoti della struttura via San Giorgio. Con l’obiettivo – fra gli altri – di trasferirvi all’interno l’attuale Centro diurno disabili comunale di via Canova, punto su cui l’opposizione continua a sollevare dubbi e timori. Soprattutto in merito al futuro del servizio comunale, visto che a febbraio del prossimo anno scadrà la convenzione con l’attuale cooperativa che lo gestisce.
Due proposte
Gli ultimi aggiornamenti sono emersi ieri sera – 10 luglio – in Commissione Welfare. È stato il responsabile dei servizi sociali Pietro La Placa a riepilogare i passaggi dell’iter, fino alla data di scadenza dell’indagine che era il 18 giugno. E quindi ha abbozzato le proposte avanzate e i prossimi step da compiere. «La giunta aveva dato indirizzo di privilegiare la finalità sociale, in particolare con un’idea legata all’area della disabilità», ha detto il responsabile. «Fra le forme più gradite, citate nel bando, spiccavano tre servizi: centro socio educativo, servizio di formazione all’autonomia e centro diurno disabili». Ad oggi il procedimento di istruttoria è ancora in corso, «sarà poi l’amministrazione a dare un indirizzo definitivo, probabilmente a settembre». E in base ai primi dati raccolti, le due cooperative che si sono fatte avanti, messe insieme, «coprirebbero tutti i tre servizi richiesti». Poi si distinguono le offerte individuali: «Una si propone come soggetto unico, l’altra come partenariato. Poi in un caso si ipotizza una modalità più precisa di gestione, mentre nell’altra è più generica». In ogni caso, il dato che più interessava era «capire se sul territorio ci sono realtà che possono riutilizzare la struttura sulla base dell finalità espresse. Ed è così». Anzi, ci potrebbero essere ulteriori proposte. Come, ha ricordato, l’attivazione di uno sportello libero, uno spazio di sollievo, laboratorio occupazionale o un’area associativa con ludoteca.
Il futuro di via Canova. E i timori del Pd
Preso atto delle proposte pervenute, ciò che fa discutere è il futuro dell’attuale centro diurno disabili. Che è comunale. Così l’assessore ai Servizi Sociali, Chiara Allai: «A febbraio scade la convenzione con la cooperativa e lo stabile di via Canova non sarà più utilizzato. Potrebbero però arrivare soluzioni alternative, come quella in via San Giorgio, appunto. Ma abbiamo anche fatto vedere un altro stabile, senza dimenticare che “Solidarietà e servizi” potrebbe decidere di prendere un immobile non comunale e aprire un Cdd». Ma per il momento, l’unica garanzia è che «gli utenti – sono dieci – non saranno abbandonati».
Dall’opposizione, in particolare dal Pd, sorgono «preoccupazioni» in merito. Le ha messe in evidenza Margherita Silvestrini: «Non metto in dubbio la buona fede e l’impegno dell’assessore. Ma il dato di fatto è offerto dalle carte: il centro diurno comunale chiuderà». E ancora: «C’è il tentativo di trovare qualcun altro che si prenda l’onere di gestirlo. Ma sarebbe di proprietà di terzi. E non del Comune, che poi lo può appaltare a chi, giustamente, opera nel settore». In sintesi, «ho il timore che a febbraio gli utenti dovranno essere ricollocati in altri centri diurni, perché non è detto che ce la facciamo con il progetto di San Giorgio. E in quel caso, cosa si farà? Un’alternativa va presentata per tempo, perché realizzare un centro diurno non è un’operazione banale».
Centro diurno disabili all’ex asilo di Cedrate. C’è il bando per la gestione
