Egregio direttore,
settimana scorsa ho ricevuto la cartella di pagamento della TARI di Busto Arsizio e ho visto che nel numero residenti del mio nucleo famigliare era riportato ancora il numero di 3 tre anziché 2 due, in quanto mio figlio ha trasferito la sua residenza i primissimi giorni di luglio. Ho a quel punto e inutilmente cercato di contattare il numero telefonico preposto dell’ufficio TARI di Busto Arsizio ma senza successo e siccome neppure lunedì ci sono riuscito, (ho fatto chiamate per circa cinquanta minuti ma inutilmente, rispondeva sempre la voce elettronica che diceva che gli operatori erano al momento occupati) ho contattato l’ufficio comunale delle relazioni con il pubblico spiegando all’interlocutore il problema. Mi mi hanno detto che avrebbero contattato la responsabile dell’ufficio TARI e che mi avrebbero ricontattato.
Naturalmente non è mai accaduto e, ne ero talmente certo, che ho continuato a telefonare all’ufficio TARI fino a pochi minuti fa, ma sempre con lo stesso risultato: nessuna risposta. Dopo oltre trenta chiamate e 60-70 minuti di attese in una settimana nessuno mi ha mai risposto. Martedì pomeriggio ho anche provato a mandare una mail sempre all’ufficio TARI, ma nessuno si è degnato neppure di dirmi se era stata ricevuta o meno.
Credo sia inaccettabile che un cittadino sia letteralmente inascoltato anche quando vuole contattare un ufficio comunale, come nel mio caso. Tanto più che, prima di tutto questo, mia moglie è andata di persona in via Fratelli d’Italia 12, Comune di Busto Arsizio, per accedere all’ufficio TARI, ma è stata fermata all’ingresso da due donne che davano indicazioni. Quando mia moglie ha spiegato il problema, le hanno detto che era necessario telefonare per risolverlo. A quel punto mia moglie ha spiegato loro l’impossibilità di farlo telefonicamente e cosa le è stato risposto? “Allora deve prendere un appuntamento”. “Va bene e come devo fare per prenderlo?” risposta, scritta su un bigliettino che le hanno dato…“deve telefonare all’ufficio TARI!!!!“
Pazzesco, lo stesso numero che non risponde mai e allora significa che a questa amministrazione interessa tutto tranne che il rapporto con i cittadini, perché il solo nominare le parole raccolta rifiuti o Tari, in questo periodo, dovrebbe, visto tutti i problemi generati dalle nuove metodologia di raccolta, aiutarli ancora di più, stare loro vicini. Invece, oltre ai moltissimi cestini pubblici sempre debordanti rifiuti, ci si mette pure il Centro multiraccolta, dove invece di aiutare il cittadino lo fanno sentire giudicato e (solo da pochi addetti per fortuna) letteralmente redarguito e rispedito a casa con parte dei rifiuti che aveva portato. E allora mi chiedo: ma in che Comune vivo?
Marco Turconi
Busto Arsizio
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Egregio signor Turconi, sarebbe sorprendente se le rispondessero. Ma sa che cosa potrebbe accadere? Che da Palazzo Gilardoni, se mai si degnassero di prendere in considerazione la sua giusta lamentela, si giustificheranno con il fatto che siamo in agosto e che il personale è in ferie. Fosse così, sarebbe comprensibile. Il problema vero è che in tanti uffici pubblici del nostro Paese, senza voler generalizzare, sembra sempre sia agosto. Con la sgradevole sensazione di essere finiti in un labirinto che non ha via d’uscita. E Busto non fa di sicuro eccezione. (Vin.Co.)
