GALLARATE – Se si voleva trovare un risvolto positivo della contorta – e a tratti paradossale – vicenda dei murales degli studenti del “Gadda Rosselli” diventati “illegali” dopo l’intervento della Commissione Paesaggio e della Soprintendenza, in fin dei conti c’era. Ovvero che la proprietà – l’Aloisianum – dopo anni di totale incuria avrebbe finalmente pulito tutto il muro di cinta in quanto – così lo hanno definito i due organismi tecnici – «bene ecclesiastico tutelato». E invece, dopo due mesi di lavori e un fiume di polemiche – il risultato finale che i ragazzi dell’istituto tecnico di via De Albertis si sono trovati davanti al suono della prima campanella è un’assurda contraddizione che di certo non placherà le proteste.

Pulizia a metà
L’opera di risanamento effettuata dal privato è stata infatti realizzata soltanto a metà. Sono spariti i disegni realizzati dagli studenti del Gadda Rosselli (un lavoro svolto con il benestare dell’amministrazione comunale durante il mandato Guenzani nell’ambito del progetto di inclusione e coesione “Filo di perle” con gli educatori di Naturart e mirato alla rivalutazione urbana), ma sono rimasti i graffiti illegali che – quelli sì – deturpavano e continuano a farlo il lungo muro che abbraccia via De Albertis e via Covetta e che secondo la Commissione Paesaggio guidata dall’architetto Simone Paggiarin è da intendersi come un documento storico che contribuisce alla sedimentazione della memoria collettiva («Come tutte le tracce del passato, offre una finestra sulle nostre radici, aiutandoci a preservare la nostra eredità culturale»).
Il risultato, però, è lì da vedere ed è un gigantesco controsenso: i disegni degli studenti sono stati cancellati per salvaguardare le scritte con la vernice che imbrattano la parte esterna del complesso religioso.

La vicenda
Il caso scoppiò lo scorso maggio, con 200 studenti che manifestarono davanti ai cancelli del Gadda Roselli e l’ormai ex dirigente scolastico Pietro Bosello che prese a cuore il desiderio dei ragazzi di non vedere cancellato il loro lavoro.
Nonostante l’amministrazione comunale non avesse alcun potere in materia (Commissione Paesaggio e la Soprintendenza sono organi tecnici e indipendenti), il sindaco Andrea Cassani si interessò della vicenda per provare a capire come evitare una cancellazione che già alle prime avvisaglie appariva obbligata, visto che la Commissione Paesaggio ha verificato che non era stata fatta alcuna verifica preventiva e ha negato l’autorizzazione in sanatoria (come invece era accaduto per l’altro grande murales dipinto sulla facciata interna dell’istituto). Sulla vicenda si era spesa persino l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, dicendosi «convinta che la soluzione potrà essere trovata in tempi stretti vista la disponibilità a proporre un nuovo progetto artistico che possa tener conto delle regole ma conservare quello che i tecnici rendono ammissibile».
Dopo le plateali proteste, però, e un tentativo di mediazione tra la Commissione Paesaggio e i rappresentanti degli studenti non andato a buon fine, calò di fatto il silenzio. Fino al risultato odierno, contrario al buonsenso, che lascia tutti scontenti.
Murales “abusivi”, la Commissione Paesaggio di Gallarate ha deciso: vanno rimossi
